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Tetto carburanti Eni: gasolio fino a 2,5 euro in autostrada

Da domani scatta il tetto Eni sul prezzo dei carburanti mentre benzina e gasolio salgono ancora sulla rete nazionale

DI REDAZIONE EDIC. · 27 SETTEMBRE 2026 · ONLINE ALLE 09:25 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
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I prezzi di benzina e gasolio sono tornati a salire sulle strade italiane, dopo qualche giorno di relativa stabilità. Il rincaro, di un paio di centesimi, è legato alla riduzione dello sconto sulle accise sul diesel, passato da 12,2 a 6,1 centesimi al litro: un taglio che le minori quotazioni del gasolio degli ultimi giorni hanno potuto compensare solo in parte. Da domani entra in vigore il tetto ai carburanti Eni, la misura con cui il gruppo limiterà per 30 giorni i prezzi nelle proprie stazioni di servizio, comprese quelle in autostrada.

Sulla rete nazionale il prezzo medio della benzina ha raggiunto 2,158 euro al litro, mentre il gasolio è arrivato a 2,357 euro, con punte oltre i 2,4 euro nei centri città e prezzi vicini ai 2,5 euro in autostrada.

Il tetto Eni e i possibili effetti sul mercato

Eni, partecipata dallo Stato, gestisce quasi 4mila punti vendita in Italia ed eroga poco più del 20% del carburante distribuito nella rete nazionale. Da domani applicherà un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. Un precedente risale al 2012, quando il gruppo lanciò uno sconto nei fine settimana estivi: in quell’occasione si formarono lunghe code ai distributori Eni, prima che gli altri operatori si adeguassero e il mercato tornasse in equilibrio, con un calo dei prezzi medi.

Per ora nessuno degli altri operatori ha annunciato mosse simili, ma la tensione resta alta. Escludendo i primi cinque gruppi, Eni, Api-Ip, Q8, Esso e Tamoil, quasi la metà del mercato italiano è composta da piccoli marchi e dalle cosiddette pompe bianche, i distributori indipendenti. Per queste realtà pareggiare lo sconto Eni rappresenterebbe uno sforzo difficile da sostenere. Assopetroli, che rappresenta questa categoria, ha convocato per domani un comitato di presidenza d’urgenza per valutare gli effetti sulla concorrenza, senza escludere azioni di tutela.

L’allarme dei benzinai

Da Figisc-Confcommercio arriva un avvertimento: l’iniziativa, se può dare sollievo ai consumatori, ha «l’effetto di sconvolgere il mercato della distribuzione», che «è pur sempre un sistema economico che deve reggere». Posizione diversa quella di Giuseppe Sperduto, presidente di Faib-Confesercenti, che dice: «Speriamo che il governo accompagni altre aziende a miti consigli, non lasciando soli i gestori che non sono sotto l’Eni».

Le richieste della politica

Sull’adeguamento degli altri operatori pressano gestori, consumatori dell’Adoc e le forze di maggioranza. Il vicepremier Antonio Tajani rivendica la linea del suo partito, «non tasse, ma coinvolgimento», e si augura che «le altre compagnie seguano Eni». Il segretario della Lega, Matteo Salvini, coglie l’occasione per tornare su un tema caro al suo partito: se Eni ha messo in campo un «contributo volontario per aiutare gli italiani», una nota della Lega chiede che anche dagli istituti di credito arrivi, «in legge di Bilancio, un contributo ancora più rilevante».

Negli ambienti bancari la richiesta ha suscitato irritazione: chiedere agli istituti di credito un’erogazione volontaria concordata rischierebbe di violare le regole sulla concorrenza vigilate da Antitrust e Bce. Sulla stessa proposta pesa il veto di Forza Italia: Tajani ha definito l’idea di una tassa sulle banche «dirigiste e stataliste», mentre da Fratelli d’Italia rivendicano un «approccio diverso», più orientato al contributo concertato con le imprese che alla tassa secca.

Lo sguardo su Ip e il precedente francese

Nel governo e in Fratelli d’Italia si guarda con attenzione a Ip, l’altro grande gruppo con raffinerie in Italia, passato da maggio sotto il controllo della società azera Socar. Ip gestisce circa 4.500 stazioni di servizio, contro le quasi 4mila di Eni. Un’eventuale mossa simile a quella del gruppo guidato da Claudio Descalzi potrebbe innescare un effetto a catena sugli altri operatori.

Non è però scontato che accada: in Francia, quando Total Energy calmierò il prezzo della benzina a 1,99 euro, gli altri gruppi del mercato non seguirono l’iniziativa. Nello staff della presidente del Consiglio, secondo quanto emerge da ambienti di governo, si dà per scontata la possibilità che la misura Eni venga prolungata fino a fine anno.

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.

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