Scontro Trump Zelensky sul diesel: «Serve nuovo presidente»
Il presidente Usa chiede un cambio di leadership a Kiev dopo le critiche di Zelensky all’intesa Usa-Russia sul diesel. L’Ue conferma il sostegno all’Ucraina.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto un cambio di leadership in Ucraina, dopo lo scontro con Volodymyr Zelensky sull’intesa Usa-Russia relativa alle esportazioni di diesel. Le parole del tycoon arrivano al culmine di una settimana di tensioni tra Washington e Kiev, innescate anche dal mancato stop degli attacchi ucraini contro le raffinerie russe.
Le parole di Trump
Prima di un comizio elettorale in Tennessee, Trump ha detto che Zelensky «avrebbe potuto porre fine a questa guerra in molte occasioni, vuole creare problemi al mondo e agli agricoltori, è giunto il momento che l’Ucraina abbia un nuovo presidente». Ha aggiunto: «Suggerisco che l’Ucraina trovi un nuovo leader in grado di raggiungere un accordo», specificando che Zelensky «può fare ciò che vuole, ma non può colpire le raffinerie».
A commentare le dichiarazioni è intervenuto su X l’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev, che ha definito le parole di Trump «iconico e storico», pubblicando una copertina del Time con la foto di Zelensky e la scritta «The Endgame».
La telefonata tra Trump e Putin
Secondo fonti citate dall’articolo, Trump pretende che l’Ucraina fermi unilateralmente gli attacchi contro gli impianti russi, ritenendo che stiano facendo salire i prezzi dell’energia negli Stati Uniti, nelle settimane della campagna elettorale per le elezioni di metà mandato. La svolta nei rapporti tra Washington e Mosca sarebbe arrivata durante una telefonata tra Trump e Vladimir Putin, descritta come «durata un’ora e mezza» e «molto intensa e amichevole», al punto che, secondo le stesse fonti, nessuno dei due «voleva essere il primo ad agganciare».
Le bombe su Zaporizhzhia
Mentre proseguiva lo scontro diplomatico, in Ucraina sono continuati gli attacchi russi. Zelensky ha denunciato: «La Russia ha espresso il suo ringraziamento per la revoca delle sanzioni sulle esportazioni di diesel lanciando cinque bombe guidate su edifici residenziali a Zaporizhzhia». I soccorritori hanno estratto dalle macerie i corpi delle vittime, tra cui tre bambini. Il bilancio finale indicato è di 20 morti e 18 feriti.
Il leader ucraino ha ricevuto una telefonata di solidarietà dal presidente francese Emmanuel Macron, che non ha commentato l’intesa sul diesel. Zelensky ha chiesto «segnali forti da parte di Stati Uniti, Europa e altri partner a sostegno dell’Ucraina per ridurre la capacità della Russia di condurre la guerra e seminare il terrore». Nel giorno dell’accordo sul diesel, droni ucraini hanno provocato la chiusura degli aeroporti di Mosca, costringendo diversi aerei del governo russo, incluso quello che riportava Putin dal Turkmenistan, a dirottare su San Pietroburgo prima di atterrare nella capitale.
La posizione dell’Unione Europea
Da Bruxelles è arrivata una presa di posizione netta dell’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas: «Gli attacchi russi hanno ucciso oltre 80 civili ucraini in due giorni, la sospensione delle sanzioni sul gasolio russo garantisce a Mosca maggiori entrate per finanziare la guerra». Kallas ha citato anche l’intensificazione degli attacchi ibridi contro l’Europa, ricordando che lunedì i ministri degli Esteri dell’Unione intendono approvare un nuovo pacchetto di sanzioni contro la macchina bellica russa.
Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.
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