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Rapporto Terna: Sicilia prima per rinnovabili ma con l’energia più cara d’Italia

Il rapporto Terna certifica il primato siciliano nelle rinnovabili, ma anche il prezzo dell’elettricità più alto d’Italia.

DI REDAZIONE EDIC. · 23 SETTEMBRE 2026 · ONLINE ALLE 07:38 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
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La Sicilia è la regione italiana con il maggiore incremento di potenza installata da fonti rinnovabili dall’inizio dell’anno, ma è anche quella che ad agosto ha pagato l’energia più cara d’Italia. Lo certifica il rapporto mensile di Terna, la società di trasmissione guidata da Pasqualino Monti, che segnala il paradosso del caro energia in Sicilia proprio nelle ore in cui sole e vento coprono per intero il fabbisogno dell’Isola.

I numeri delle rinnovabili

Ad agosto la capacità installata di rinnovabili in Sicilia è salita a 3.411 MW, con un ritardo di appena 75 MW rispetto all’obiettivo fissato dal Pniec per lo stesso mese. Il target di 3.847 MW previsto per il 31 dicembre appare ormai vicino. Sul fotovoltaico la Sicilia ha segnato l’incremento più alto d’Italia da gennaio, +584 MW. Ieri, secondo Terna, le rinnovabili hanno coperto oltre il 100% del fabbisogno elettrico siciliano dalle 11 alle 15.

Il prezzo più alto d’Italia

Il prezzo zonale dell’elettricità in Sicilia ad agosto è stato di 198,4 euro a MWh, con un picco di 331 euro a MWh, il valore più alto registrato nella regione. A settembre quel record è già stato superato: ieri il Gme ha rilevato un range compreso tra 73 e 406 euro a MWh. Domenica scorsa, giornata di consumi minimi per la chiusura di aziende, scuole e uffici, il prezzo zonale alle 10 (con le rinnovabili al 90% della domanda) è arrivato a 350 euro a MWh. Alle 15, con le rinnovabili scese al 61%, il prezzo è invece precipitato a 156 euro a MWh, per poi risalire alle 21 a 399 euro a MWh, quando l’apporto di sole e vento si fermava al 5,4% della domanda.

Un’anomalia che i consumi non spiegano

Agosto è stato il mese con il maggiore consumo di energia mai registrato in Sicilia, 2.187 GWh, +25% rispetto ad agosto 2025 e +8,4% da gennaio. Ma il confronto con luglio, quando i consumi erano stati altrettanto alti (2.096 GWh) e già petrolio e gas avevano toccato i prezzi massimi, mostra un prezzo zonale ben più basso, 163 euro a MWh. Nello stesso mese di agosto il flusso di energia dalla Calabria attraverso il cavidotto Sorgente-Rizziconi ha raggiunto il picco storico per il periodo, 3,1 TWh, mentre nella zona Ovest dell’Isola la produzione da rinnovabili ha superato ampiamente il fabbisogno, tanto che l’export di elettricità verso Malta è salito a 0,76 TWh.

Le domande aperte sui dati

Dai numeri del rapporto Terna resta senza spiegazione perché nella fascia oraria con più rinnovabili e meno domanda, quella delle 10 di domenica, il prezzo abbia toccato uno dei picchi della giornata, mentre nella fascia centrale, con le fonti fossili al 39% della copertura, si sia registrato il costo minimo. Un andamento che i soli dati sui consumi e sulla produzione non chiariscono, e che lascia aperta la domanda su chi stia effettivamente determinando i prezzi dell’energia in Sicilia.

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