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Manovra 2026, braccio di ferro su Irpef, pensioni e banche

Dieci giorni al varo della finanziaria: Lega e Forza Italia spingono le loro richieste, il Pd annuncia il no allo scostamento di bilancio

DI REDAZIONE EDIC. · 12 OTTOBRE 2026 · ONLINE ALLE 07:30 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
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Mancano meno di dieci giorni al varo della manovra 2026 e la lista delle priorità si allunga ancora: giovani, casa, pensioni. Forza Italia e Lega spingono ciascuna per le proprie richieste, mentre sulle coperture, in particolare sul contributo di banche e società energetiche, il confronto nella maggioranza resta bloccato.

Il governo dovrà sciogliere i nodi nel Documento programmatico di bilancio (Dpb), la cornice della finanziaria che il Consiglio dei ministri approverà domani per inviarlo a Bruxelles entro mercoledì. Sempre domani è previsto il voto sullo scostamento di bilancio da 29 miliardi di euro in due anni per difesa ed energia, su cui la maggioranza si presenta compatta. La segretaria del Pd, Elly Schlein, annuncia il voto contrario del suo partito: «Anziché portare la spesa militare al 5% del Pil, alziamo la sanità al 7%».

Irpef, pensioni e le richieste degli alleati

Il perno fiscale della manovra resta l’Irpef. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, punta ad allargare fino a 60mila euro lo scaglione al 33%, oggi fermo a 50mila. Gli alleati di governo alzano però la posta: Forza Italia chiede una no tax area per gli under 35 e la detassazione delle tredicesime per lavoratori a basso reddito e pensionati.

Il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, propone anche di dedurre le spese sanitarie nell’anno in cui vengono sostenute, ma mette un paletto sulle banche: niente «odiosa tassa sugli extraprofitti», solo «dialogo e confronto».

La Lega insiste sulla pensione a 64 anni per tutti con ricalcolo contributivo. Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, stima 87mila uscite aggiuntive nel primo anno, ma la proposta ha poche possibilità di passare per mancanza di coperture. Nel pacchetto del Carroccio figurano anche una tassa al 5% per cinque anni sugli aumenti salariali dei giovani, una flat tax fino a 100mila euro e un tetto mobile alle bollette da concordare con Enel ed Eni.

La partita sulla casa

Sulla casa la Lega chiede di alzare da 120mila a 200mila euro la franchigia della prima abitazione nell’Isee per i residenti nei capoluoghi metropolitani, con agevolazioni collegate per alcuni aiuti come l’assegno unico e il bonus nido. La soglia dei 200mila euro era già comparsa nella manovra dello scorso anno, poi scesa a 120mila nel testo finale. La franchigia ordinaria resta invece a 91.500 euro.

Le critiche di Schlein

Intervenendo al Forum di Confesercenti, Elly Schlein contesta lo scostamento di bilancio e accusa il governo di destinare 14 miliardi dei 29 complessivi alla difesa mentre, dice, «sei milioni di italiani rinunciano a curarsi». Chiede 5 miliardi di euro per assumere medici e infermieri e, con la crescita «attorno allo zero», i salari bassi e la pressione fiscale al 43%, critica le priorità scelte dall’esecutivo.

Sul caro carburanti torna a chiedere le accise mobili e un prelievo sugli extraprofitti energetici. Rilancia inoltre la proposta di estendere il modello Zes a tutta Italia per gli investimenti tecnologici e nella transizione ecologica, con autorizzazioni da concludere entro 90 giorni, e sostiene la proposta di legge popolare di Confesercenti sul commercio di prossimità. Per le aree interne, dove ogni negozio è «anche un presidio sociale», chiede una «coraggiosa defiscalizzazione».

Schlein chiude con un appello alla premier: «Perché non fa con noi la battaglia per proseguire gli investimenti comuni europei?». Con la fine del Pnrr, sostiene, serve un nuovo Next Generation Eu, un piano industriale e sociale per l’Europa.

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