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Consulenti del lavoro contrari allo sdoppiamento della dichiarazione dei redditi

Il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro scrive al viceministro Leo e all’Agenzia delle Entrate contro l’ipotesi di due invii, a luglio e novembre

DI REDAZIONE EDIC. · 6 OTTOBRE 2026 · ONLINE ALLE 08:30 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
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Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro ha scritto al viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, e al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, per opporsi all’ipotesi di una dichiarazione dei redditi sdoppiata in due invii separati. Due lettere, accompagnate da un documento tecnico, mettono nero su bianco le criticità della proposta circolata nei giorni scorsi sulla stampa. L’ipotesi allo studio prevederebbe un primo invio entro luglio, limitato alla determinazione delle imposte, e un secondo entro novembre, destinato ai quadri informativi, agli Indicatori sintetici di affidabilità fiscale e agli altri prospetti.

Le obiezioni dei consulenti del lavoro

«Alleggerire il calendario fiscale è un obiettivo condivisibile, ma dividere un procedimento unitario in due obblighi rischia di aumentare tempi, costi e complessità», dice il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, Rosario De Luca. «L’utilità di una duplicazione degli invii resta da dimostrare».

Nel documento tecnico allegato alle lettere, il Consiglio spiega come la distinzione tra dati liquidativi e informativi non sia sempre praticabile. L’elaborazione degli Indici sintetici di affidabilità può comportare la dichiarazione di ulteriori componenti positivi di reddito, con effetti sulle imposte dovute. Rinviarne la compilazione a novembre, secondo i consulenti, potrebbe rendere necessarie rettifiche della dichiarazione già trasmessa a luglio, con nuove verifiche e nuovi versamenti.

Il nodo dei versamenti estivi

Anche il presunto beneficio sul carico di lavoro estivo appare incerto per l’Ordine. La determinazione delle imposte serve già oggi per calcolare saldo e primo acconto. Lo sdoppiamento aggiungerebbe una trasmissione obbligatoria a luglio senza alleggerire i calcoli, e potrebbe costringere a riaprire le pratiche in autunno. La duplicazione, osservano i consulenti del lavoro, ricadrebbe anche sull’Agenzia delle Entrate, chiamata a controllare tempestività e correttezza di due adempimenti invece di uno.

«Puntare sull’interoperabilità delle banche dati»

«Queste osservazioni nascono dall’esperienza dei consulenti del lavoro, che assistono 1,8 milioni di imprenditori negli aspetti fiscali, lavoristici, contabili e societari, compresa la formazione del bilancio e le dichiarazioni dei redditi», prosegue De Luca. «La strada da percorrere è eliminare le informazioni già disponibili all’Amministrazione, favorire l’interoperabilità delle banche dati e rendere più equilibrato il calendario dei versamenti».

Il Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro ribadisce la contrarietà allo sdoppiamento e si dice disponibile al confronto con il ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Entrate per cercare soluzioni che alleggeriscano gli obblighi dei contribuenti.

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