Caro carburanti rientro vacanze, stangata da 300 euro a famiglia
Benzina a 2,008 euro, gasolio a 2,128: Codacons stima fino a 300 euro per tornare a casa. Accise sul gasolio scadono il 24 agosto.
Caro carburanti rientro vacanze: stangata fino a 300 euro a famiglia
Il primo controesodo dopo Ferragosto si annuncia costoso. Il caro carburanti rientro vacanze pesa sui bilanci familiari: benzina e gasolio continuano a salire, il taglio delle accise sul gasolio scade alla mezzanotte di lunedì 24 agosto, e le associazioni dei consumatori calcolano una spesa fino a 300 euro a famiglia solo per tornare a casa. Il Codacons è netto: «tra carburante, pedaggi e soste nelle aree di servizio può arrivare a circa 270 euro a famiglia e sfiorare i 300», quella che definisce «l’ultima, pesante stangata delle vacanze».
I prezzi alla pompa: i numeri del Mimit
Secondo il rilievo quotidiano del Mimit, il ministero delle Imprese e del made in Italy, la benzina in modalità self service sulla rete stradale ordinaria ha raggiunto i 2,008 euro al litro, contro i 2,005 del giorno precedente. In autostrada sale a 2,085 euro. Il gasolio sulle strade ordinarie si attesta a 2,128 euro al litro, in autostrada a 2,200 euro. L’Unione Nazionale Consumatori parla di «record storico» per la benzina negli ultimi anni: «per trovare una media settimanale superiore a entrambe le rilevazioni bisogna risalire fino alla rilevazione del 21 marzo del 2022, con 2,137 euro al litro, prezzo che indusse il governo Draghi a tagliare le accise di 25 cent, 30,5 cent con l’Iva al 22%».
Cosa succede dopo il 24 agosto: le accise mobili
Il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio, deciso dal governo il 28 luglio e prorogato il 4 agosto con uno stanziamento di 245 milioni di euro, resta in vigore fino alla mezzanotte del 24 agosto. Dal giorno successivo entrerà in funzione il meccanismo delle accise mobili, che consente di usare il maggiore gettito Iva generato dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio per ridurre temporaneamente le accise. Un meccanismo simile era già stato applicato a fine luglio: il decreto Mef-Mase del 27 luglio aveva ridotto l’accisa sul gasolio per il 28 e 29 luglio, utilizzando 20,5 milioni di euro di maggiore gettito Iva. Quanto pagheranno gli automobilisti dal 25 agosto dipenderà sia dalla componente fiscale, sia dall’andamento del greggio e dai prezzi praticati dai distributori.
L’opposizione chiede un Cdm straordinario
Sul fronte politico, la segretaria del Pd Elly Schlein attacca l’esecutivo: «serve adottare il sistema delle accise mobili, ma il governo su questo punto non ci sente e la benzina resta sempre sopra i due euro al litro». Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, chiede via social la convocazione immediata di un Consiglio dei ministri straordinario. Salvo convocazioni dell’ultima ora, però, un nuovo Cdm prima di settembre non sembra probabile.
Le richieste delle associazioni dei consumatori
Assoutenti chiede al governo di estendere il taglio delle accise «almeno fino al 6 settembre evitando effetti devastanti sull’economia italiana», indicando come copertura gli extra-profitti di società energetiche, petrolieri, banche e assicurazioni. L’Unione Nazionale Consumatori non usa mezzi termini: «il governo dorme e va in letargo. Per prezzi più alti bisogna risalire al 2022».
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