MER · 28 ottobre 2026 · CATANIA · 15°C · SERENO
Pubblicità Newsletter Cerca
INFORMAZIONE · E · COMUNICAZIONE

San Cristoforo, cinquant’anni dopo: la memoria dei quattro ragazzi uccisi dalla mafia

A San Cristoforo murale, installazioni e Patto Educativo per ricordare i quattro ragazzi uccisi dalla mafia nel 1975

DI MARCO BENANTI · 7 LUGLIO 2026 · AGGIORNATO ALLE 12:59 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
WhatsApp Image 2026-07-07 at 09.55.19

Nel 1975, nel quartiere San Cristoforo di Catania, quattro adolescenti furono uccisi dalla criminalità organizzata. Da allora li chiamano i «4 Picciriddi». Cinquant’anni dopo, quella vicenda diventa il punto di partenza per qualcosa di concreto. Il 7 luglio alla Città dei Ragazzi di via Gramignani 128 si tiene «Memoria che diventa Responsabilità», evento a cui è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Un messaggio di speranza per i bambini del quartiere

Marco Barbarossa, della Città dei Ragazzi, spiega il senso dell’iniziativa. «Vogliamo essere un messaggio di speranza nei confronti dei bambini di questo quartiere che accogliamo quotidianamente e a cui cerchiamo di dare un futuro, con le nostre attività educative, con il nostro lavoro di rete, con i servizi che riusciamo a offrire.» In un’intervista rilasciata a Marco Benanti, Barbarossa chiarisce che la giornata non è pensata per rimuginare sul passato. «Non vogliamo tanto soffermarci su questa tragica storia, ma proiettarci nel futuro partendo dai bisogni dei Picciriddi e dei bambini di questo territorio.»

Il problema dei modelli culturali

Barbarossa affronta un tema scomodo. «Essere vittime della criminalità organizzata non significa purtroppo solo essere uccisi. Significa anche essere agganciati. Già dalle scuole medie, molti dei bambini di questo quartiere sono attratti dal lavoro di strada e finiscono nei circuiti illegali.» «Il problema del modello culturale è molto presente in questo quartiere. C’è una comunità che si è assestata rispetto al circuito catanese e smontarla non è semplice.» Con il lavoro di comunità degli ultimi anni, dice, qualcosa è cambiato. Non molto. Ma qualcosa.

Una giornata lunga, dal mattino a sera

Si comincia alle 9.00 con i saluti istituzionali. Tra i presenti attesi il presidente dell’ARS Gaetano Galvagno e il sindaco di Catania Enrico Trantino. Viene inaugurato il murale «Siamo solo Picciriddi», opera dell’Associazione We Catania con il supporto della Fondazione Federico II, e svelato il «Muro del Piatto», installazione collettiva costruita con il contributo di istituzioni, artisti e cittadini. La mattina prevede anche un concerto dei ragazzi dell’Istituto Penale per i Minorenni di Acireale e laboratori animati da Fucina Sikula, WWF Sicilia, 350 Sicilia, l’ASP di Catania e il Consorzio GEMA. Nel pomeriggio torneo di calcio tra Villaggio Sant’Agata 2016 e Città dei Ragazzi, spettacoli teatrali e di danza, e il concerto del gruppo «I Pani e Cipudda».

Il Patto Educativo: nessun bambino lasciato solo

Il principio che tiene insieme la giornata è uno solo: mai più bambini lasciati soli. Il Patto Educativo di Comunità è un’alleanza tra scuole, famiglie, associazioni e istituzioni pubbliche, nata per rispondere alla dispersione scolastica, alla povertà educativa e al rischio che i più giovani finiscano nell’illegalità. La Città dei Ragazzi esiste da decenni ed è il principale riferimento educativo di San Cristoforo. Un luogo dove l’accoglienza non si enuncia. Si pratica ogni giorno.

Resta aggiornato Nuovi articoli direttamente nella tua mail.
Hai informazioni su questa notizia? Segnala alla redazione: ogni contributo aiuta il giornalismo locale.
✉ Scrivi alla redazione
← Torna alla home