Volo FlyDubai Tel Aviv, copilota accoltella il comandante
Il copilota ha aggredito il comandante con un’ascia d’emergenza durante il volo FlyDubai per Tel Aviv. Immobilizzato da passeggeri e pilota fuori servizio.
Un copilota ha aggredito con un’ascia d’emergenza il comandante durante il volo FZ1071 della compagnia FlyDubai, partito da Dubai e diretto a Tel Aviv la mattina del 30 settembre. A bordo c’erano 174 passeggeri, tra cui 27 bambini, in gran parte israeliani. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe tentato di far schiantare l’aereo, prima di essere immobilizzato da alcuni passeggeri e da un pilota fuori servizio presente sul volo.
La colluttazione in cabina
L’aereo era decollato dagli Emirati alle 6,05. Dopo circa due ore di volo, in soli trenta secondi, è precipitato da oltre 10mila metri di altitudine a 4.267 metri, mentre dalla cabina di pilotaggio arrivavano urla. Il comandante, l’indiano Smith Machachar, è stato colpito con l’ascia d’emergenza e si è ritrovato coperto di sangue. Un pilota fuori servizio e quattro passeggeri sono corsi verso il cockpit e hanno visto il copilota cercare di distruggere gli strumenti di bordo. Dopo una colluttazione durata una ventina di minuti, lo hanno legato mani e piedi.
Il codice di dirottamento e l’atterraggio
Alle 8,31, mentre il velivolo sorvolava la penisola arabica, dalla cabina è partito il codice di emergenza generale. Sette minuti dopo è stato trasmesso il codice 7500, quello riservato ai dirottamenti. Due caccia dell’aeronautica israeliana erano già decollati e i vertici militari si erano riuniti. L’aereo è tornato indietro ed è atterrato in sicurezza nello scalo saudita di Tabuk, dove il copilota è stato consegnato alla polizia locale e arrestato. In serata i passeggeri sono rientrati in Israele con un volo di soccorso FlyDubai, accolti all’aeroporto di Tel Aviv dal premier tra abbracci e applausi.
Le dichiarazioni del governo israeliano
Secondo i funzionari israeliani, l’obiettivo del copilota sarebbe stato un attacco terroristico. Dell’uomo si sa poco: si tratterebbe di un cittadino omanita, probabilmente con doppia cittadinanza, necessaria per poter operare su una tratta per cui Israele autorizza solo equipaggi di alcuni Paesi, tra cui non figura l’Oman. Il ministro della Difesa Israel Katz ha definito l’episodio «il grave incidente sull’aereo della FlyDubai è stato un tentativo di attacco jihadista, sventato solo grazie all’eroismo di alcuni passeggeri israeliani e a un pilota di riserva». Il premier Benjamin Netanyahu ha reso omaggio ai passeggeri che hanno impedito la tragedia e ha riferito di aver dato «istruzioni all’apparato di sicurezza di prepararsi ad affrontare eventuali ulteriori minacce».
La cautela della compagnia e lo stop ai voli
FlyDubai ha invitato a non trarre conclusioni sul movente, mentre l’indagine, condotta da investigatori israeliani, emiratini e sauditi, è ancora in corso. La posizione della compagnia, nata nel 2008 come vettore low cost e diventata il secondo operatore di Dubai, si discosta dalla lettura israeliana, che fin dal primo momento ha indicato la pista terroristica. Israele ha deciso di sospendere per sei giorni i voli FlyDubai dopo un colloquio telefonico tra Netanyahu e il presidente degli Emirati Arabi Uniti bin Zayed.
Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.
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