Energia Sicilia, Confindustria: sette proposte concrete
Confindustria Sicilia presenta un position paper con sette proposte su prezzo zonale, ETS e insularità per ridurre le bollette di famiglie e imprese.
L’isola produce più energia di quanta ne consuma, ma paga come tutti
La Sicilia genera oggi circa 3 GW di energia fotovoltaica e tra 2,7 e 2,8 GW di energia eolica. In molte ore dell’anno la produzione supera il fabbisogno locale. Eppure famiglie e imprese siciliane pagano le stesse tariffe medie nazionali, senza alcun vantaggio dalla sovrapproduzione che avviene sotto casa. Il prezzo zonale, nelle ore di picco rinnovabile, scende a zero o diventa addirittura negativo: è accaduto il 14 aprile, il 27 aprile e il 5 maggio 2024. La bolletta, nel frattempo, resta ancorata a circa 130 euro per megawattora.
È questa la contraddizione che Confindustria Sicilia mette al centro del suo ultimo intervento sul tema energetico. Il presidente Diego Bivona ha commentato il dibattito delle ultime settimane sul prezzo zonale: «Il dibattito aperto in questi giorni sul prezzo zonale dell’energia per la Sicilia tocca un nervo scoperto del sistema produttivo dell’isola. Apprezziamo l’iniziativa del presidente della Regione Schifani che ha sollevato la questione del prezzo zonale, come possibile rimedio al caro energia».
Un position paper con sette misure concrete
La task force energia di Confindustria Sicilia ha lavorato per mesi e ha prodotto un position paper con sette proposte per uscire dall’impasse. Il documento è stato presentato in coerenza con le posizioni che Confindustria ha portato alla Commissione europea negli incontri di Bruxelles dell’8 e 9 giugno 2026, nell’ambito della consultazione pubblica sui benchmark ETS 2026-2030.
Le proposte riguardano ambiti diversi ma strettamente collegati. Si chiede di stabilizzare il prezzo delle quote ETS attraverso un corridoio minimo-massimo, escludere gli operatori finanziari puri dalle aste e congelare i benchmark ai livelli del 2025 in attesa della revisione della Direttiva prevista per luglio. Sul fronte delle quote gratuite, la proposta è mantenerle fino alla piena operatività del meccanismo di aggiustamento alle frontiere. C’è poi la richiesta di correggere le asimmetrie nelle compensazioni per costi indiretti tra Italia, Germania e Francia, attivare PPA standardizzati ed estendere l’Energy Release prima di introdurre il prezzo zonale. Infine, esentare le isole dall’ETS marittimo e reinvestire i proventi delle aste nei territori industriali del Mezzogiorno.
«Non si può affrontare un pezzo alla volta»
Bivona ha tenuto a chiarire la visione complessiva che sta dietro al lavoro della task force: «Queste sono le proposte che la task force energia ha elaborato nel position paper sul prezzo zonale dell’energia e sulla revisione del sistema ETS. È una serie di interventi concreti per abbassare il costo dell’energia per imprese e famiglie siciliane. Il tema dell’energia in Sicilia è troppo complesso e troppo importante per essere affrontato un pezzo alla volta. Il prezzo zonale, l’ETS, il costo dell’insularità, il mercato del marginal pricing sono facce dello stesso problema. La nostra task force ha lavorato per mesi per tenerli insieme e proporre soluzioni concrete che porteremo ai tavoli istituzionali».
La strada verso i tavoli istituzionali
Le proposte saranno portate nelle sedi istituzionali competenti. Il position paper rappresenta la risposta organizzata del mondo produttivo siciliano a una situazione che si trascina da anni: un’isola con un surplus di energia rinnovabile che non si traduce in alcun risparmio per chi ci vive e ci lavora. Secondo Confindustria Sicilia, il prezzo zonale può essere uno strumento utile, ma da solo non basta. Serve un pacchetto integrato di misure che tenga insieme mercato, regole europee e specificità territoriali dell’isola.