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Webuild Palermo-Catania-Messina: ricavi a 6,7 mld

Webuild chiude il primo semestre 2026 con ricavi a 6,7 miliardi e margine Ebitda al 10%. Avanzano i cantieri sulla Palermo-Catania-Messina.

DI REDAZIONE EDIC. · 30 LUGLIO 2026 · ONLINE ALLE 15:04 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
Webuild Pietro Salini

Pietro Salini

Webuild Palermo-Catania-Messina: il nuovo itinerario ferroviario siciliano è tra i cantieri che hanno registrato i progressi più significativi nel primo semestre 2026, secondo quanto dichiarato dall’amministratore delegato Pietro Salini nella conference call del 30 luglio. Il gruppo chiude il periodo con numeri solidi e annuncia un’offerta pubblica di acquisto su Trevi.

Webuild Palermo-Catania-Messina: avanzamenti nel primo semestre

Salini ha elencato i cantieri italiani che hanno registrato progressi nei primi sei mesi dell’anno: oltre alla direttrice siciliana, ha citato la Napoli-Bari, la Salerno-Reggio Calabria e la nuova diga foranea del porto di Genova. «Nel primo semestre abbiamo raggiunto importanti traguardi operativi sia in Italia sia all’estero. In Italia sono stati registrati avanzamenti significativi sui principali progetti ferroviari ad alta velocità, tra cui Napoli-Bari, nuovo itinerario Palermo-Catania-Messina, Salerno-Reggio Calabria e la nuova diga foranea del porto di Genova. All’estero abbiamo inaugurato 11 chilometri di nuove corsie autostradali in Florida con quasi tre anni di anticipo rispetto ai tempi previsti e completato il ponte Senqu in Lesotho».

Conti in crescita: ricavi a 6,7 miliardi, portafoglio ordini a 53,7 miliardi

I numeri del semestre parlano da soli. Ricavi per 6,7 miliardi di euro, margine Ebitda al 10%, margine Ebit al 7%. Il portafoglio ordini ha raggiunto i 53,7 miliardi di euro, con nuovi ordini acquisiti per 7,7 miliardi e oltre 19,6 miliardi di gare già presentate in attesa di aggiudicazione. Salini ha definito il periodo come una conferma della solidità del gruppo.

Sul fronte internazionale, il manager ha ribadito il posizionamento del gruppo: primo al mondo nel settore acqua, primo in Italia e sesto in Europa nelle costruzioni. L’Australia viene indicata come uno dei mercati di crescita più rilevanti, con Webuild terzo operatore nel Paese.

C’è anche la questione dei contratti Neom in Arabia Saudita, cancellati nel corso dell’anno. Salini ha minimizzato l’impatto: «La dimensione e la diversificazione del nostro portafoglio ordini hanno assorbito integralmente l’impatto della cancellazione». «Webuild è un gruppo diversificato e disciplinato. Nessun singolo progetto o mercato può compromettere la nostra capacità di creare valore».

L’Opa su Trevi: sinergie stimate tra 80 e 90 milioni l’anno

La novità più rilevante annunciata nella conference call è l’offerta pubblica di acquisto volontaria sul gruppo Trevi, specializzato in tecnologie geotecniche. Salini l’ha definita «il primo concreto passo in direzione del nuovo piano», quello 2026-2029 atteso per fine settembre.

L’integrazione, secondo le stime del management, genererebbe sinergie per 80-90 milioni di euro di Ebitda aggiuntivo all’anno a regime. Considerando anche la redditività propria di Trevi, il contributo complessivo all’Ebitda del gruppo salirebbe a una forchetta tra 150 e 170 milioni di euro. «Attraverso l’acquisizione di Trevi porteremmo all’interno del gruppo competenze strategiche ad alto valore aggiunto, aumentando il controllo sull’esecuzione dei progetti e rafforzando la competitività nelle gare che presentano elevate complessità geotecniche», ha spiegato l’ad.

Trevi, ha assicurato Salini, «manterrà la propria identità, con sede centrale in Italia. Continuerà a servire sia i progetti di Webuild sia i clienti terzi».

Offerta in contanti a 4,50 euro per azione, soglia più bassa rispetto a Icop

Sul fronte dell’offerta agli azionisti di Trevi, Webuild propone 4,50 euro per azione, interamente in contanti. La soglia minima di adesione è fissata al 66,7% del capitale, ben al di sotto del 90% richiesto dall’offerta concorrente di Icop. «A differenza della proposta Icop, l’offerta Webuild non è subordinata alla rinuncia delle banche finanziatrici di Trevi all’esercizio di diritti connessi al cambio di controllo», ha puntualizzato Salini.

Il piano industriale completo, con tutti gli obiettivi finanziari del quadriennio, sarà presentato a fine settembre 2026. Salini ha anticipato che sarà «incentrato su una maggiore integrazione verticale, innovazione tecnologica e crescita profittevole, con un obiettivo molto chiaro: generare cassa in modo stabile e prevedibile».

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