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Rivalutazione pensioni 2027, stretta sugli assegni sopra 2.450 euro

La legge di bilancio inviata alla Camera riduce la rivalutazione degli assegni sopra 2.450 euro lordi al mese, mentre il taglio Irpef vale solo per il 2027.

DI REDAZIONE EDIC. · 31 OTTOBRE 2026 · ONLINE ALLE 09:32 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
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La legge di bilancio è arrivata alla Camera e porta con sé un taglio alla rivalutazione delle pensioni più alte che vale oltre 14 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. A pagare saranno gli assegni sopra quattro volte il minimo Inps, circa 2.450 euro lordi al mese: per loro tornano le sei fasce già applicate nel 2023.

Il meccanismo prevede che gli assegni tra quattro e cinque volte il minimo recuperino solo l’85% dell’inflazione. Si scende poi al 53%, al 47%, al 37% e al 32% per le pensioni più alte, con il taglio che riguarda l’intero importo dell’assegno. La relazione tecnica allegata al provvedimento stima un risparmio di 1,48 miliardi lordi nel 2027, che sale a 14,24 miliardi fino al 2036. La Ragioneria generale dello Stato calcola gli effetti ipotizzando un’inflazione al 2,8%. Il meccanismo pesa negli anni successivi, perché gli aumenti non riconosciuti non vengono più restituiti e si sommano nel tempo, come già avvenuto in passato.

Il taglio Irpef dura un solo anno

Mentre si stringe sulle pensioni, lo sconto Irpef resta in vigore soltanto nel 2027. L’aliquota del 33%, già applicata tra 28mila e 50mila euro, si estenderà fino a 55mila euro di reddito. Sotto i 50mila euro non cambia nulla, sopra i 55mila il beneficio massimo si ferma a 500 euro l’anno. La platea stimata è di 3,2 milioni di contribuenti, per un costo di 1,43 miliardi, una cifra vicina al risparmio ottenuto nel primo anno dal taglio sulle pensioni.

Non viene invece prorogata la maggiorazione straordinaria delle pensioni minime. Resta solo la rivalutazione ordinaria: senza l’integrazione extra, nel 2027 gli assegni più bassi aumenteranno meno dell’inflazione, perdendo potere d’acquisto.

Pensioni anticipate, fondo da 850 milioni l’anno

Per le pensioni anticipate la manovra stanzia un fondo generico da 850 milioni l’anno, pari a 2,55 miliardi nel triennio 2027-2029. La formulazione della norma indica però una platea più ristretta rispetto alla Quota 100 per tutti promessa dalla Lega: le risorse serviranno a finanziare «misure di supporto in uscita dal mercato del lavoro, anche con riferimento a specifici soggetti in difficoltà e con eventuali misure in materia di ammortizzatori sociali».

Più che un canale generalizzato per andare in pensione a 64 anni con 36 anni di contributi e «superare così la legge Fornero», si delinea quindi un intervento rivolto a categorie specifiche di lavoratori. I dettagli dovranno essere definiti con «un successivo provvedimento legislativo».

Flat tax e coperture: banche, assicurazioni e imprese energetiche

Per gli autonomi sale da 85mila a 100mila euro il tetto di ricavi per accedere alla flat tax, anche se sopra gli 85mila resta dovuta l’Iva. Chi supera i 100mila euro perde il regime agevolato dall’anno successivo, mentre chi va oltre i 115mila ne esce subito. La Ragioneria stima 41mila nuovi aderenti al regime e minori entrate per 263 milioni nel 2027 e 330 milioni nel 2028.

Sul fronte delle coperture, la Tobin tax su banche, assicurazioni e finanza porta 5,82 miliardi nel 2027 e 11,85 miliardi nel triennio. L’Irap maggiorata sulle imprese energetiche aggiunge altri 734 milioni nel 2027 e 2,5 miliardi nel triennio. La legge vieta di trasferire il maggior prelievo sulle bollette.

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione, gli indagati sono presunti innocenti fino a sentenza definitiva e che le ricostruzioni riportate corrispondono all’ipotesi accusatoria.

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