Flat tax e Irpef, la Cgil: un lavoratore autonomo risparmia 100 volte più di un dipendente
La soglia della flat tax per i forfettari sale a 100mila euro dal 1° gennaio. La Cgil: un autonomo risparmierà 10mila euro, un dipendente solo 100.
Un avvocato con 100mila euro di reddito annuo pagherà 8.600 euro di tasse grazie alla flat tax. Un quadro aziendale con un reddito di 51mila euro, la metà, ne verserà 14mila, quasi il doppio. È il confronto che la Cgil mette sul tavolo con una simulazione, dopo che il Consiglio dei ministri ha alzato da 85mila a 100mila euro la soglia di ricavi entro cui si applica la flat tax al 15% per i titolari di partita Iva in regime forfettario.
Due profili, due fisco diversi
Nella simulazione della Cgil i due casi hanno lo stesso percorso di studi e lo stesso profilo professionale. Cambia solo il regime fiscale: chi ha la partita Iva resta nel forfettario anche superando gli 85mila euro attuali, quindi paga l’aliquota piatta del 15% su tutto il reddito. Chi è dipendente segue invece gli scaglioni progressivi dell’Irpef. Va detto che il libero professionista versa per intero i contributi, mentre per il dipendente la gran parte è a carico del datore di lavoro, e che oltre gli 85mila euro il forfettario deve versare l’Iva che non riesce a detrarre, onere che il dipendente non ha. Ma sul grosso del carico fiscale, secondo la Cgil, il confronto resta sbilanciato a sfavore di chi lavora da dipendente.
Cosa cambia dal 1° gennaio
Con l’entrata in vigore della manovra, dal 1° gennaio la soglia della flat tax per i forfettari sale a 100mila euro: chi la supera continua a restare nel regime agevolato invece di passare all’Irpef ordinaria. Per i lavoratori dipendenti la legge di bilancio prevede invece l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% dalla fascia 50mila fino a 55mila euro: su un reddito di 51mila euro, oggi tassato al 43%, il taglio si farà sentire, ma in misura più contenuta.
Il segretario confederale della Cgil Christian Ferrari ha quantificato la differenza: «Il primo risparmierà circa 10.000 euro all’anno, il secondo 100 euro». Ferrari ricorda anche che il lavoratore autonomo resta esentato dal pagamento delle addizionali locali, mentre il dipendente continuerà a versarne in media 1.428 euro l’anno per finanziare i servizi pubblici regionali e comunali.
La partita con Bruxelles sull’Iva
Il governo ha chiesto alla Commissione europea il via libera a un ulteriore vantaggio per i forfettari: la possibilità di restare esenti dall’Iva anche oltre la soglia degli 85mila euro fissata da una direttiva comunitaria, continuando quindi a emettere fatture senza applicarla. Sarebbe una deroga rispetto alla norma attuale, che consente l’esenzione solo fino a quella cifra. La Finanziaria, nel testo esaminato dall’esecutivo Ue, non menziona esplicitamente l’Iva ma solo l’estensione della flat tax fino a 100mila euro, e proprio su questo punto Bruxelles ha chiesto chiarimenti.
Un portavoce della Commissione europea ha dichiarato: «La stiamo sicuramente valutando e potete aspettarvi degli sviluppi nel corso dell’anno». La risposta definitiva sull’estensione dell’esenzione Iva arriverà quindi in una fase successiva rispetto all’avvio della manovra.
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