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Ex Pip Palermo, 36 ore dal 2026: l’annuncio di Schifani

Il presidente della Regione incontra i sindacati: fondi in legge di stabilità per il passaggio a tempo pieno dei 1.836 lavoratori

DI REDAZIONE EDIC. · 29 OTTOBRE 2026 · ONLINE ALLE 08:28 · ⏱ 1 MINUTO DI LETTURA
Ex pip schifani passaggio dei lavoratori a 36 ore dal prossi

Il passaggio a tempo pieno per gli ex Pip di Palermo dovrebbe arrivare dal prossimo anno. Lo ha annunciato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, al termine di un incontro con i rappresentanti sindacali dei 1.836 lavoratori del bacino: «L’obiettivo è chiudere la vertenza degli ex Pip di Palermo dal prossimo anno con il passaggio a 36 ore, e quindi a tempo pieno. Per questo destineremo i fondi necessari nella prossima legge di stabilità».

All’incontro erano presenti anche l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, e il segretario generale della Regione, Ignazio Tozzo.

Le parole di Schifani

Il presidente della Regione ha ricostruito il percorso che ha portato all’annuncio: «Questo governo sin dall’inizio del suo insediamento ha preso a cuore il tema del precariato, con la volontà di voler chiudere questa stagione per dare a tutti una stabilizzazione. Il percorso è iniziato e adesso riteniamo di essere giunti a una svolta positiva per gli ex Pip che da 25 anni attendono una soluzione».

Schifani ha aggiunto che il piano non riguarda soltanto l’orario di lavoro: «L’obiettivo, quindi, è il passaggio a 36 ore ma anche un utilizzo più razionale all’interno dell’amministrazione regionale di questi lavoratori. Ringrazio i sindacati che hanno avuto sempre un approccio costruttivo».

I numeri dell’operazione, secondo Dagnino

L’assessore Dagnino ha spiegato quali condizioni hanno reso possibile l’intesa: «Servivano la disponibilità finanziaria e il fabbisogno di risorse umane da parte della Regione». Sul costo dell’operazione ha fornito una cifra: «L’impegno economico sarà davvero significativo, quantificabile in circa 39 milioni di euro all’anno, ma garantiremo un apporto importante di lavoratori soprattutto nel settore dei beni culturali».

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