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Rincari vacanze estive: voli triplicati in dieci anni

Dal 2016 a oggi voli nazionali +193%, traghetti +92%, alberghi +69%: i numeri del Crc su come cambiano le ferie degli italiani.

DI REDAZIONE EDIC. · 20 LUGLIO 2026 · ONLINE ALLE 09:04 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
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Rincari vacanze estive: il confronto tra 2016 e 2025

I rincari vacanze estive degli ultimi dieci anni raccontano una storia precisa: andare in ferie costa molto di più, e le famiglie italiane lo sanno bene. A mettere i numeri su questa trasformazione è il Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), che ha confrontato i listini di beni e servizi del 2016 con quelli attuali, elaborando i dati ufficiali Istat. Il risultato è un quadro pesante, soprattutto per chi si muove in aereo o in nave.

Voli e traghetti: i rincari più pesanti

Il record negativo spetta ai biglietti aerei. I voli nazionali sono aumentati del +193,3% in dieci anni: quasi triplicati. I voli europei segnano +187%, mentre quelli intercontinentali, penalizzati da una domanda più debole, crescono del +68%. Le tariffe dei traghetti sono quasi raddoppiate: +92,1%. Chi sceglie di spostarsi in auto non se la passa meglio: il gasolio costa in media il 61% in più rispetto a dieci anni fa, la benzina il +28,5%. Le auto a noleggio segnano +28%, i biglietti dei treni +27,6%, i pedaggi autostradali +10,3%.

Dormire e mangiare: i prezzi di alberghi e carrello della spesa

Anche l’ospitalità ha subito una brusca impennata. Una camera d’albergo costa oggi il 69% in più rispetto al 2016. I pacchetti tutto compreso rincarano del 46%, mentre i villaggi vacanza e campeggi crescono meno, +22%. Sul fronte alimentare, i pomodori segnano +74%, l’insalata +41%, la frutta fresca quasi +40%. Una cena a base di pesce costa un terzo in più rispetto a dieci anni fa (+33,7% i prodotti ittici). I gelati rincarano del 36%, l’acqua minerale del 33%, le bibite analcoliche del 30%. Qualche spiraglio: la birra sale solo del 16%, e i condizionatori del 15%.

Come cambia il modo di fare vacanze

Di fronte a questi aumenti, gli italiani non hanno smesso di viaggiare, ma hanno cambiato strategia. Lo spiega Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Crc: «I pesanti rincari che si sono abbattuti negli ultimi anni sul comparto dei viaggi e del turismo hanno modificato profondamente le abitudini degli italiani, che adottano strategie di sopravvivenza per concedersi una villeggiatura senza svuotare i portafogli. Se nel 2016 la vacanza estiva aveva una durata media di 11 giorni ed era concentrata nel mese di agosto, oggi le famiglie fanno viaggi più corti, di 3 o 4 notti fuori casa, ma più frequenti e spalmati nei mesi di giugno, luglio e settembre, quando le tariffe sono più basse. Si prediligono poi sempre più mete vicine e facilmente raggiungibili, in modo da contenere i costi di trasporto».

Un decennio di escalation che ha ridisegnato le ferie degli italiani

Il dato che emerge con più forza dal rapporto del Crc non è un singolo rincaro, ma la somma di tanti aumenti che si sovrappongono: trasporti, alloggio, cibo, carburante. In dieci anni, fare le valigie è diventato un calcolo sempre più complicato. Le famiglie si adattano, accorciano le soste, scelgono mete raggiungibili in macchina, evitano agosto. Ma la pressione sui bilanci domestici, secondo i dati, non accenna a diminuire.

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