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Pensioni Quota 64, scontro Lega-FdI sulla manovra

Salvini chiede l’uscita a 64 anni dal 2027, Fratelli d’Italia frena: il fondo in manovra non cita pensioni né nuove Quote

DI REDAZIONE EDIC. · 4 NOVEMBRE 2026 · ONLINE ALLE 08:26 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
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Nella manovra da varare è tornato a riaccendersi lo scontro nella maggioranza di governo sulle pensioni anticipate. Il leader della Lega Matteo Salvini chiede l’uscita a 64 anni dal 2027, ma Fratelli d’Italia frena: il fondo da 850 milioni di euro all’anno per tre anni previsto in manovra, secondo le indicazioni date dalla premier Giorgia Meloni ai suoi, non deve servire a finanziare l’ennesima Quota per superare la legge Fornero.

La linea seguita finora dal governo resta quella delle uscite anticipate bloccate per tutti, tranne che per i lavoratori fragili. Sullo sfondo, secondo quanto riportato, ci sono le preoccupazioni di Meloni per l’anno elettorale che verrà e per le crisi industriali in corso, a partire dalla situazione dell’ex Ilva, dove sarebbero a rischio 10mila posti di lavoro più l’indotto solo a Taranto.

Cosa dice davvero l’articolo 52

La norma che ha messo in difficoltà la maggioranza è l’articolo 52 della manovra. Il testo non cita pensioni, i 64 anni o nuove Quote: parla di «misure di supporto in uscita dal mercato del lavoro», anche per «specifici soggetti in difficoltà», con «eventuali misure in materia di ammortizzatori sociali». Per stabilire come spendere i fondi servirà un’altra legge. A scriverlo è stato il ministro leghista Giancarlo Giorgetti.

Salvini però rivendica la lettura della Lega. «Come io rispetto gli altri, tutti rispettino le priorità della Lega: Quota 64 dal 2027, il fondo non serve ad altro», dice, rivolgendosi agli «amici della maggioranza». Di parere opposto il responsabile economico di Fratelli d’Italia Marco Osnato: «I patti sono sacrosanti, certo. Ma quelli scritti nella legge di bilancio».

La replica della Lega

A intervenire è anche il sottosegretario Claudio Durigon, che per la Lega segue il dossier pensioni: «Osnato non si preoccupi. La flessibilità in uscita è nel programma del centrodestra del 2022. Daremo battaglia». Negli ultimi quattro anni, tuttavia, il governo ha progressivamente ristretto le pensioni anticipate, fino a cancellare tutte le Quote e Opzione donna. Anche l’Ape sociale, riservata ai lavoratori più fragili, è diventata meno accessibile: sei mesi in più di attesa da quando governa la destra.

Durigon chiede i 64 anni con 25 o 36 anni di contributi, con assegno ricalcolato secondo il sistema contributivo, e più risorse: 3-4 miliardi nel triennio, contro i 2,55 miliardi stanziati. Il sottosegretario critica anche il bonus Maroni, citando i dati della Ragioneria dello Stato: 7.500 adesioni stimate per il prossimo anno, di cui solo 1.125 indotte dall’incentivo. «Non funziona», dice, in quella che appare come una frecciata al compagno di partito Giorgetti.

Le altre questioni aperte

In maggioranza, a mostrarsi preoccupata per altri due nodi previdenziali della finanziaria è Forza Italia, che promette di rafforzare le pensioni minime (che perdono la maggiorazione) e di attenuare il taglio da 14 miliardi in dieci anni alla rivalutazione per l’inflazione. Per trovare le risorse necessarie, a meno di non intaccare il fondo rivendicato dalla Lega, Salvini rilancia: «Non ho problemi a chiederne ancora alle banche».

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