Regionali Sicilia, il centrosinistra verso le primarie del campo largo
Il Pd scioglie il direttorio lunedì con Provenzano, Barbagallo e Piccione. La Vardera chiede accelerazione, i 5 Stelle frenano sulle primarie
Il centrosinistra siciliano si muove verso le primarie del campo largo, ma prima vuole capire come si muoverà Roma. Lunedì pomeriggio prenderà forma il direttorio del Partito democratico con Peppe Provenzano, Anthony Barbagallo e Teresa Piccione, passaggio che precede di qualche settimana una nuova riunione del centrosinistra per completare la prima bozza del programma per le Regionali.
Al netto degli assestamenti tra i partiti, le scelte da compiere in Sicilia dipendono dalle dinamiche romane e dalla tempistica dei tre appuntamenti del 2027: Politiche, Regionali e Amministrative.
Il nodo delle date
La data presunta delle primarie nazionali non dovrebbe arrivare prima del prossimo 20 febbraio. In Sicilia, però, non è automatico che le primarie regionali si svolgano subito a seguire: c’è chi chiede di aspettare nel caso in cui Politiche e Regionali non viaggino con la stessa scadenza.
Resta inoltre da sciogliere il nodo del turno unico o del doppio turno con ballottaggio per la scelta dei leader nazionali. Nel caso del turno unico, anche i partiti più piccoli del campo largo correrebbero al primo turno con il proprio leader, mobilitando la base regione per regione.
Le posizioni dei partiti
Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente e candidato già annunciato a Palazzo d’Orleans, chiede un’accelerazione sui tempi della competizione interna alla coalizione.
Il Movimento 5 Stelle, attraverso il leader regionale Nuccio Di Paola, punta invece sulla strada dell’intesa tra i partiti, puntando anche su alleati che al momento sostengono posizioni diverse. Il nuovo organo del Pd che dovrà scegliere la linea e indicare il nome per Palazzo d’Orleans partirà dalle primarie come criterio guida, ma potrebbe valutare anche una mediazione tra i partiti per arrivare a una designazione condivisa.
Si tratta per ora di un’ipotesi secondaria, che potrebbe però prendere corpo in presenza di un nome capace di mettere d’accordo tutti. Secondo alcuni potrebbe essere lo stesso Provenzano, soluzione che eviterebbe il ricorso alle primarie siciliane.
Il precedente del 2022
Lo scenario che il centrosinistra vuole evitare è quello del 2022, quando ogni partito corse per conto proprio frantumando l’unità della coalizione, oggi considerata un elemento da difendere.
Sul fronte delle Amministrative, il Pd prende atto che il nome in pole position è quello di Valentina Chinnici, che gode di apprezzamento in diverse aree del centrosinistra oltre il proprio perimetro di appartenenza originario. Una conferma in questo senso permetterebbe al campo progressista di recuperare terreno sul dossier della candidatura a sindaco di Palermo.
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