Stipendi magistrati, manovra cambia i criteri di calcolo
Il governo interviene con la manovra sui criteri di calcolo degli aumenti retributivi dei magistrati dopo la sentenza del Consiglio di Stato
Il governo mette mano, nella legge di bilancio, ai criteri con cui si calcolano gli aumenti di stipendio dei magistrati, degli avvocati e procuratori dello Stato. La materia era già arrivata davanti al Consiglio di Stato, che aveva dato ragione alle toghe sui conteggi relativi ai trienni 2021-23 e 2024-26, facendo emergere un arretrato da 979 milioni di euro già inserito nei conti pubblici dal Documento programmatico di bilancio.
Si tratta del personale non contrattualizzato, categoria per la quale non esiste un contratto nazionale di riferimento: gli aumenti vengono calcolati in base alla crescita media, pro capite, delle buste paga nel resto del pubblico impiego. Sul pregresso, già fissato dai giudici amministrativi, la manovra non interviene. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha detto di non voler firmare il Dpcm necessario a riconoscere quelle somme: potrebbe rendersi necessario un commissario ad acta.
Le nuove regole per il futuro
Guardando avanti, il testo della manovra fissa due nuovi principi. Il primo prevede che gli incrementi retributivi siano parametrati alla media ponderata degli aumenti nel complesso dei contratti pubblici, un meccanismo che aumenta il peso delle categorie più numerose, come gli insegnanti, che hanno aumenti meno consistenti di altri. L’effetto preventivabile è una riduzione degli scatti per i magistrati. Il secondo principio esclude dal conteggio gli arretrati dei contratti firmati in ritardo, «al fine di evitare duplicazioni», come scrive la relazione tecnica.
La posizione dell’Anm
L’Associazione nazionale magistrati si riserva una valutazione più approfondita della norma. Il presidente Giuseppe Tango pone però un paletto: «Spetta al legislatore regolare la materia, nel rispetto, però, di un principio fondamentale: la tutela delle retribuzioni dei magistrati è condizione per la salvaguardia dell’indipendenza della giurisdizione. Come ribadito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dalla Corte Costituzionale». Tango aggiunge che «sugli emolumenti dei magistrati e sulle loro dinamiche stipendiali si può intervenire solo nel quadro di interventi di carattere generale», escludendo interventi mirati sulla sola categoria.
Le altre voci della manovra
Il capitolo magistrati si aggiunge ai fronti già aperti su scuola, sanità e pensioni. Il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha definito sui social la manovra «di Halloween», commentando: «Fa venire i brividi». Angelo Bonelli, di Avs, parla di «rapina sociale», criticando in particolare il dimezzamento dei fondi per la messa in sicurezza sismica degli edifici pubblici, che scendono da 60 a 30 milioni nel biennio 2027-2028, con lo stanziamento tagliato traslato agli anni successivi.
Tra gli altri dettagli della manovra, le imprese che riceveranno aiuti per 6,03 miliardi di euro entro il 2030 (2,5 miliardi alle aziende energivore, 3,53 miliardi alle piccole e medie imprese), nell’ambito della flessibilità europea e subordinatamente al via libera della Commissione, dovranno destinare a investimenti per ridurre consumi ed emissioni una somma «almeno pari al 100 per cento» dell’aiuto ricevuto, con il Gse incaricato dei controlli. Nel biennio 2029-2030 altri 2,6 miliardi arriveranno dagli oneri in bolletta. Un miliardo è destinato alla riduzione delle accise sul gasolio agricolo, 360 milioni agli ammortizzatori sociali, di cui 15 per gli addetti ex Ilva. Salta invece la tassa da 2 euro sui piccoli pacchi attesa dal 2027, una rinuncia da 91 milioni di euro: restano in vigore quelle europee da 3 euro più i 2 euro di commissione già scattati.
I tempi in Parlamento
Comincia ora la sessione di bilancio alle Camere, con due mesi di tempo e 120 milioni di euro a disposizione per le modifiche sul 2027 e altrettanti per il 2028. I lavori partono già in ritardo rispetto al termine, non perentorio, del 20 ottobre. Per il ruolo di relatori circolerebbero i nomi di Angelo Rossi (FdI), Silvana Comaroli (Lega) e Mauro D’Attis (FI).
Leggi altre notizie di Politica.