Accordo porto Palermo Misurata per nuovi traffici
L’Autorità di sistema portuale della Sicilia occidentale firma un protocollo con la Misurata Free Zone durante la missione imprenditoriale italo-libica
L’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale ha firmato a Misurata un accordo tra il porto di Palermo e gli altri scali siciliani con la zona franca di Misurata, nell’ambito di una missione imprenditoriale organizzata dalla Camera di commercio italo-libica. L’intesa mette in collegamento il sistema portuale che comprende Palermo, Termini Imerese e Trapani con la Misurata Free Zone, con l’obiettivo di aprire nuovi collegamenti commerciali e logistici tra le due sponde del Mediterraneo.
A firmare il documento sono stati Annalisa Tardino, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, e Mohsen al-Suqutri, presidente del consiglio di amministrazione della Misurata Free Zone. Alla cerimonia ha partecipato anche Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica. Il protocollo è uno dei due accordi siglati durante la missione, che ha portato in Libia, dal 31 ottobre al 4 novembre, una delegazione di circa sessanta aziende italiane, promossa insieme all’Ambasciata d’Italia a Tripoli, Unioncamere e con il sostegno della Misurata Free Zone.
Cosa prevede il protocollo portuale
Tardino definisce l’intesa «un’opportunità concreta di collaborazione che intendiamo riempire di contenuti, trasformando le relazioni istituzionali in progetti, investimenti e nuove occasioni di sviluppo per la Sicilia, la Libia e l’Italia». La presidente ha proposto di ospitare a Palermo una delegazione libica per individuare le attività da realizzare. Il protocollo, va precisato, apre una fase di confronto operativo: nuovi servizi e collegamenti restano un obiettivo da costruire, non un risultato già acquisito con la firma.
Per al-Suqutri l’Italia resta un partner rilevante sia per i volumi degli scambi sia per le prospettive di crescita della collaborazione. Colicchi ha evidenziato il contributo della missione alla conoscenza, da parte degli operatori europei, delle opportunità offerte da Misurata e dalla sua zona franca.
Il consorzio guidato da MSC e il mercato africano
Tra gli elementi che hanno attirato l’attenzione degli operatori c’è il programma di investimenti da 2,7 miliardi di dollari per l’ampliamento dei terminal portuali di Misurata, promosso da un consorzio guidato da MSC. Secondo la valutazione di Tardino, il potenziamento può aprire spazi di collaborazione con gli scali siciliani, anch’essi interessati da interventi infrastrutturali.
Nel messaggio al Forum imprenditoriale e degli investimenti libico-italiano, l’ambasciatore d’Italia in Libia, Gianluca Alberini, ha richiamato il potenziale di Misurata come snodo tra Europa e Africa, nel quadro del Piano Mattei. La delegazione italiana comprendeva aziende dei settori costruzioni, infrastrutture, agroalimentare, energia, logistica, trasporti, meccanica e sanità, tra cui Fincantieri e il gruppo armatoriale Grimaldi.
Il secondo accordo, sulla sicurezza alimentare
Nella sede della Camera di commercio italo-libica a Misurata è stato firmato anche un secondo memorandum, dedicato alla sanità animale e alla sicurezza degli alimenti. A siglarlo sono stati Colicchi e Stefano Petrini, delegato del direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche «Togo Rosati», Vincenzo Caputo.
L’intesa riguarda sorveglianza epidemiologica, rafforzamento dei laboratori veterinari libici, formazione del personale e controllo degli alimenti di origine animale, con attività sulle principali malattie infettive del bestiame. Per i laboratori sono previste diagnostica molecolare e sierologica, gestione della qualità, vaccini autogeni e reagenti diagnostici. Sul fronte alimentare il memorandum prevede controlli microbiologici e chimici su prodotti di origine animale e pescato, tracciabilità e studi negli allevamenti di dromedari, bovini, ovini e caprini.
Il memorandum ha una durata di cinque anni dalla data dell’ultima firma ed è rinnovabile con il consenso delle parti. Non definisce però un programma di spesa immediatamente esecutivo: le singole attività dovranno essere disciplinate da accordi specifici e da un piano annuale di lavoro, e la loro realizzazione resta legata alla disponibilità delle risorse finanziarie e all’approvazione degli organi direttivi delle due istituzioni.
Il ruolo degli scali siciliani nel Mediterraneo
Tardino lega l’accordo con Misurata alla strategia di internazionalizzazione dell’ente, rivolta a rafforzare le relazioni con i Paesi del Nord Africa. «Credo molto nella cooperazione internazionale tra l’Italia, la Sicilia in particolare e i Paesi del Nord Africa», dice la presidente, aggiungendo che i nuovi assetti determinati dagli eventi internazionali possono rappresentare «una chance per il nostro Paese e soprattutto per i nostri territori».
La presidente richiama la crescita e la riqualificazione infrastrutturale registrate negli ultimi anni dal porto di Palermo, insieme al ruolo degli altri scali amministrati dall’ente: tra questi, quelli della costa sud-occidentale possono offrire un collegamento diretto con il Nord Africa. «Penso che non ci possa essere occasione migliore per cercare di incrementare i traffici e sviluppare la logistica collaborando con i Paesi nordafricani», conclude Tardino. Per entrambe le intese il passaggio successivo sarà la definizione dei progetti operativi: nel settore portuale individuare servizi e traffici sostenibili, nelle filiere alimentari tradurre formazione e assistenza tecnica in capacità diagnostiche e controlli.
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