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Il porto di Palermo che pensa: la sfida di Tardino sull’ETS

L’Autorità portuale della Sicilia occidentale porta a Bruxelles uno studio sul costo dell’insularità: esentare dall’ETS le rotte con le isole.

DI MARCO BENANTI · 3 LUGLIO 2026 · AGGIORNATO ALLE 21:51 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
Annalisa Tardino

Annalisa Tardino

Il 17 luglio la Commissione europea presenterà la proposta di revisione della Direttiva ETS, il sistema di scambio delle quote di emissione che dal 2024 si applica anche al trasporto marittimo: ogni nave che tocca un porto europeo paga per la CO2 che emette, e quel costo finisce inevitabilmente sui biglietti e sulle merci. L’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale arriverà all’appuntamento prima di Bruxelles, con i numeri in mano: uno studio inedito, «L’EU ETS e il costo dell’insularità: gli effetti sui collegamenti marittimi tra i porti del Mare di Sicilia Occidentale, la terraferma e le isole minori», che sarà presentato nei prossimi giorni a Palermo.

Vale la pena fermarsi su questo dettaglio, perché dice molto di cosa è diventato quell’ente.

Da recinto a soggetto politico

Per decenni i porti sono stati percepiti come entità puramente industriali: banchine, gru, container, un mondo chiuso dietro i cancelli, separato dalla città che pure lo ospita. Un’area di servizio, non un pezzo di territorio. La presidenza di Annalisa Tardino ha rovesciato questa impostazione: l’ente che governa i porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani, Porto Empedocle, Licata, Sciacca e Gela oggi produce analisi economiche, interviene nel dibattito europeo, si fa carico di un tema che riguarda ogni siciliano, il costo dell’insularità.

Perché di questo si tratta. Per un siciliano il mare non è un paesaggio: è la strada obbligata per raggiungere il resto del Paese. Ogni euro aggiunto al costo di una traversata è una tassa sulla geografia, che colpisce chi vive sull’Isola e due volte chi vive sulle isole delle isole, da Lampedusa a Pantelleria alle Eolie. Lo studio, curato dal professor Giovanni Satta dell’Università di Genova, tra i massimi esperti italiani di economia dei trasporti marittimi, con la società TiM10, misura esattamente questo: quanto l’ETS pesa sui collegamenti tra la Sicilia, la terraferma e le isole minori.

La proposta

La richiesta che l’Autorità porterà alle istituzioni europee è concreta: esentare dall’applicazione dell’ETS i collegamenti marittimi con le isole maggiori e prorogare la deroga già prevista per quelli con le isole minori, oggi a termine. Senza un intervento, alla scadenza anche le rotte verso le comunità più piccole entreranno in pieno nel sistema, con rincari facili da prevedere. Tradotto: evitare che la transizione ecologica, giusta negli obiettivi, diventi l’ennesima tassa occulta su chi vive circondato dal mare.

Chi conosce i meccanismi europei sa come funziona: le decisioni si prendono dove si presentano i dossier, non dove si protesta a cose fatte. Per anni la Sicilia è arrivata a Bruxelles in ritardo, a chiedere correzioni su norme già scritte da altri. E qui l’esperienza della presidente conta: Tardino a Bruxelles ci ha lavorato da europarlamentare, conosce i tempi e i tavoli dove le direttive si scrivono. Questa volta un ente siciliano arriva prima, con uno studio scientifico, e prova a scrivere l’agenda invece di subirla. È un cambio di postura che va riconosciuto, al di là delle appartenenze politiche.

Quello che c’è dietro

C’è poi l’altra faccia di questo lavoro: un porto che si è riaperto alla sua città, con spazi restituiti ai palermitani e l’idea che le banchine non siano un confine ma una cerniera tra il mare e la vita urbana.

La lezione vale oltre Palermo: dietro gli enti che sembrano solo apparati tecnici, quando c’è una guida con una visione, c’è molto altro. C’è la difesa della connettività di un’isola, il presidio dei suoi interessi in Europa, la restituzione di spazi alla comunità. I porti sono l’infrastruttura più antica della Sicilia: da lì è passata ogni sua fortuna. Che tornino a essere luoghi di pensiero, e non solo di transito, è la migliore notizia possibile.

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