Fermato trentenne catanese per tentato omicidio della compagna
Un trentenne catanese è stato fermato e poi posto in custodia cautelare dopo aver aggredito la compagna, causandole emorragia cerebrale.
La scena in videochiamata, poi l’urlo e il silenzio
La donna stava parlando con alcune amiche attraverso una piattaforma social quando un trentenne catanese è entrato nella stanza e le ha intimato di chiudere la conversazione e consegnargli il telefono. Lei ha rifiutato. Da lì è partita una lite, poi le minacce di morte, poi il silenzio. Le amiche, ancora connesse in videochiamata, hanno sentito un urlo. Hanno provato a richiamarla più volte senza mai ricevere risposta. A quel punto hanno chiamato il 112.
La Sala Operativa della Questura di Catania ha attivato la squadra volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. Gli agenti sono arrivati all’abitazione e hanno citofono a lungo, senza che nessuno si presentasse alla porta. Per entrare hanno dovuto chiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco.
Sangue in più stanze, lui fingeva di dormire
Una volta dentro, i poliziotti hanno trovato sangue in diverse stanze, mobili e oggetti rotti. In camera da letto c’erano entrambi: l’uomo faceva finta di dormire, la donna era in stato catatonico, con il volto tumefatto e segni evidenti di lesioni su tutto il corpo.
I sanitari del 118 l’hanno trasportata d’urgenza al pronto soccorso. Gli accertamenti medici hanno rilevato i segni di un tentativo di strangolamento, la frattura delle ossa nasali e un trauma cranico con emorragia cerebrale. Per alcune ore le sue condizioni hanno fatto temere il peggio. Solo nelle ore successive è stata giudicata fuori pericolo, anche se è rimasta ricoverata per la gravità delle lesioni.
Gelosia morbosa e una storia di violenze già nota
Dal racconto delle amiche è emerso un quadro preoccupante. L’uomo, senza una residenza stabile, aveva una relazione con la vittima da meno di un anno, ma aveva già mostrato una gelosia ossessiva e un temperamento aggressivo. A febbraio i poliziotti erano già intervenuti per un episodio analogo di violenza domestica nella stessa abitazione.
La sua storia con la giustizia va più indietro. Nel 2023 aveva ricevuto l’ammonimento del Questore per violenze sull’ex moglie. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, episodi aggressivi sarebbero avvenuti anche con altre compagne.
Nell’appartamento sono intervenuti gli agenti della Polizia Scientifica per i rilievi: tracce ematiche, prove biologiche, documentazione fotografica dei luoghi.
Fermo convalidato, ora è in carcere
Terminati gli accertamenti, l’uomo è stato condotto in Questura. Visto il concreto rischio di fuga legato all’assenza di una fissa dimora, i poliziotti hanno proceduto al fermo di polizia giudiziaria. Il Pubblico Ministero della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, titolare di un gruppo specializzato nei reati di violenza di genere, ha disposto la custodia in carcere in attesa della convalida.
Il giudice, dopo l’interrogatorio di garanzia, ha convalidato il fermo e applicato la misura della custodia cautelare in carcere.
Il numero da chiamare se si teme per la propria incolumità
La Polizia di Stato ricorda che in caso di pericolo, proprio o altrui, è possibile chiamare il 112 oppure usare l’app YouPol, scaricabile gratuitamente sugli smartphone, che consente di inviare segnalazioni anche in forma anonima.
L’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva.