Detenzione domiciliare tossicodipendenti: legge in vigore
La legge 140/2026 sulla detenzione domiciliare per detenuti tossicodipendenti è in vigore, ma mancano le norme attuative: primi effetti non prima di Natale.
Detenzione domiciliare tossicodipendenti: la legge c’è, ma i detenuti aspettano
La detenzione domiciliare tossicodipendenti diventa realtà normativa, ma nessuno lascerà il carcere nell’immediato. La legge sulla detenzione in comunità per i detenuti con problemi di dipendenza da droghe o alcol che aderiscono a un programma di recupero è entrata in vigore, ma mancano le norme attuative e i tempi per approvarle non saranno brevi: nella migliore delle ipotesi, i primi detenuti che potranno beneficiarne usciranno dalle celle nel periodo di Natale.
Il nodo non è solo burocratico. Per il 2026 la legge prevede una copertura finanziaria sufficiente ad avviare un percorso di recupero per sole 500 persone, a fronte di un censimento già avviato su migliaia di detenuti con problemi legati a droghe o alcol. Va valutata anche la disponibilità delle comunità terapeutiche ad accogliere i beneficiari.
Un detenuto su tre con problemi di dipendenza, sovraffollamento al 140%
I numeri fotografano una situazione pesante. Si stima che circa 20mila detenuti su quasi 64mila, uno su tre, abbiano problemi di dipendenza da alcol o droghe. Il sovraffollamento delle carceri ha già superato il 140% dei posti disponibili ed è ancora in crescita.
La normativa nasce con un doppio scopo: garantire un percorso di recupero a chi soffre di dipendenze e alleggerire la pressione sulle strutture detentive. La legge 140/2026 consente di scontare in una comunità terapeutica le condanne residue fino a 8 anni di reclusione.
Comunitalia: «Applicazione rigorosa o la norma resta sulla carta»
La rete Comunitalia, che riunisce alcune delle principali comunità terapeutiche italiane tra cui la Comunità Papa Giovanni XXIII, San Patrignano e la Comunità Incontro, accoglie la norma con cauto ottimismo. La giudica «un’opportunità che deve essere accompagnata da una rapida e corretta attuazione. È necessario predisporre senza ritardi gli strumenti organizzativi, le risorse e gli investimenti indispensabili affinché le disposizioni introdotte possano tradursi in percorsi realmente efficaci, controllati e qualificati. Solo attraverso un’applicazione rigorosa della norma, un adeguato sistema di controlli e il coinvolgimento di servizi pubblici e realtà accreditate dotate delle necessarie competenze sarà possibile coniugare efficacemente esigenze di sicurezza, responsabilità individuale, diritto alla cura e prevenzione della recidiva».
Gratteri contro la legge, Gasparri la difende
Le polemiche non mancano. Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha definito la misura «un indulto mascherato». Di tutt’altro avviso Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato: «La legge 140/2026 non consente scarcerazioni di massa di detenuti tossicodipendenti. Ma punta a facilitare percorsi di recupero».
Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenendo in videoconferenza al Meeting, ha riconosciuto che «il sovraffollamento è la vera e grande difficoltà, ma nessuno ha la bacchetta magica di Harry Potter per fare in modo che si risolva».
Leggi altre notizie di Cronaca.