Autorità portuale Catania, proroga per Di Sarcina: nodo ancora da sciogliere
Il ministero delle Infrastrutture concede altri 90 giorni al commissario Francesco Di Sarcina, mentre il centrodestra si divide sul nome del successore.
Non si sblocca la successione al vertice dell’Autorità portuale Catania, l’Autorità di sistema portuale della Sicilia orientale che governa gli scali di Augusta, Catania, Siracusa e Pozzallo. Venerdì sera il ministero delle Infrastrutture avrebbe firmato una nuova proroga per il presidente uscente, oggi commissario, Francesco Di Sarcina. È la terza in ordine di tempo, dopo i 45 giorni iniziali e un’ulteriore proroga di due mesi che sarebbe scaduta domani. Di Sarcina resterà in carica per altri 90 giorni, salvo che il centrodestra trovi prima un’intesa sul nome che dovrà sostituirlo.
L’ultima casella del risiko nazionale
Quella catanese è rimasta l’unica poltrona ancora vacante fra le 15 Autorità portuali italiane spartite dai partiti di maggioranza. Nel tavolo romano tocca a Fratelli d’Italia indicare il nome. La partita si è complicata da quando la Lega ha assegnato al deputato di Fano Mirco Carloni l’Autorità di Ancona, l’altra casella rimasta scoperta dopo la tornata di 13 nomine dello scorso anno.
In Sicilia gli equilibri hanno lasciato fuori Forza Italia, che puntava proprio su Catania. La Lega ha ottenuto Palermo con l’ex eurodeputata Annalisa Tardino, mentre Fratelli d’Italia ha piazzato a Messina l’ex deputato Francesco Rizzo, componente della direzione nazionale meloniana. Da Fratelli d’Italia però il messaggio non cambia, la trattativa resta nazionale e la poltrona etnea è considerata quota FdI.
Il nome favorito viene dai Beni culturali
In pole position c’è Mario La Rocca, attuale dirigente dei Beni Culturali. Prima di questo incarico ha guidato il Dipartimento di Pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute della Regione Siciliana durante il governo Musumeci, occupandosi dell’organizzazione della risposta sanitaria isolana nella fase più dura della pandemia da Covid-19. Fratelli d’Italia continua a sostenerlo anche dopo il furto delle opere di Antonello da Messina al Mume, rivendicandone la professionalità alla guida dei Beni culturali e la collaborazione fornita agli inquirenti.
Un dossier da 500 milioni di euro
Attorno al nome di La Rocca restano comunque altre candidature, e la partita non si chiude facilmente. Pesano i malumori del presidente della Regione Renato Schifani e del commissario di Forza Italia Nino Minardo. La poltrona è considerata fra le più rilevanti del sistema portuale nazionale, con circa 500 milioni di euro di investimenti previsti fra Catania e Augusta.
Palermo resta un capitolo a parte
Fuori da questo dossier resta l’Autorità portuale di Palermo, dove a dicembre scadrà l’incarico del asegretario generale Luca Lupi, a quanto pare riconfermato.
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