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Ferragosto di stop a Catania, CNA: “Basta emergenze in ordine sparso”

CNA Sicilia chiede un piano strutturale per gli aeroporti siciliani dopo le ripetute chiusure di Fontanarossa per le ceneri dell’Etna.

DI REDAZIONE EDIC. · 17 AGOSTO 2026 · ONLINE ALLE 19:27 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
CNA Sicilia, Filippo Scivoli

CNA Sicilia, Filippo Scivoli

Aeroporti Sicilia e ceneri Etna: CNA chiede di uscire dalla logica dell’emergenza

Settimane di chiusure ripetute, il Ferragosto tagliato fuori dai voli, danni economici che si accumulano senza una risposta strutturale. Il tema degli aeroporti Sicilia ceneri Etna torna al centro del dibattito con la presa di posizione di CNA Sicilia, che interviene sull’emergenza che da settimane colpisce l’aeroporto di Catania-Fontanarossa, fermato a più riprese dalle ceneri vulcaniche dell’Etna. La richiesta è un cambio di rotta netto: basta gestire ogni eruzione come se fosse un evento imprevedibile, serve un piano che tenga.

La richiesta va alla società di gestione SAC e alle istituzioni regionali e nazionali: trasformare il sistema aeroportuale siciliano in una rete integrata, capace di reggere quando Fontanarossa è fuori uso. Non ruote di scorta, ma scali con un ruolo stabile e definito.

Comiso e Trapani: alternative reali, non soluzioni tampone

Al centro della proposta ci sono gli scali di Comiso e Trapani, oggi usati in modo episodico quando Catania chiude. Filippo Scivoli, Presidente di CNA Sicilia, è diretto: «Non possiamo più permetterci che ogni eruzione diventi un’emergenza gestita in ordine sparso».

Sul piano concreto, Scivoli indica cosa fare: «Comiso esiste, ha piste e infrastrutture adeguate, e può essere integrato in un piano coordinato. Allo stesso modo, Trapani non può restare uno scalo di secondo piano: ha potenzialità inespresse che vanno valorizzate per alleggerire la pressione sugli altri aeroporti».

L’obiettivo è un protocollo multi-scalo che garantisca continuità anche in situazioni di crisi, sostenuto da volontà politica e risorse che vadano oltre quanto già stanziato.

Le imprese del turismo pagano il conto

«Il sistema delle imprese turistiche e ricettive sta pagando un prezzo altissimo in termini di immagine e mancati incassi. Il nostro territorio vive di flussi turistici concentrati nei mesi estivi, e ogni giornata persa pesa in modo sproporzionato sui bilanci delle piccole imprese», aggiunge Scivoli.

Per questo CNA chiede anche misure di ristoro immediato: indennizzi per i voli cancellati, rimborsi per le mancate presenze alberghiere, copertura per i contratti di noleggio e servizi interrotti. Sul tavolo anche la proposta di un credito d’imposta straordinario per le piccole e medie imprese colpite, da erogare entro la fine della stagione estiva.

Aeroporti Sicilia ceneri Etna: il nodo Palermo e la richiesta al Governo

Dirottare tutto su Palermo non è la soluzione, avverte il Segretario Regionale Piero Giglione: «La soluzione non può essere solo quella di dirottare i voli su Palermo, rischiando di saturare lo scalo Falcone-Borsellino. Occorre un piano strategico che preveda un potenziamento effettivo di tutti gli aeroporti siciliani, Catania, Palermo, Comiso e Trapani, con collegamenti rapidi e infrastrutture di trasporto terrestre all’altezza di una regione che vive di turismo».

Giglione chiede che Governo nazionale, Regione Siciliana, ENAC e gestori aeroportuali aprano un tavolo con le categorie economiche per definire un intervento straordinario e un fondo di ristoro per le attività colpite. Il problema, sottolinea, non è nuovo e non sarà l’ultimo: «Quanto sta accadendo a Catania, a Comiso e, più in generale, all’intero sistema dei collegamenti aerei dell’Isola dimostra in modo plastico la fragilità di un sistema che fa affidamento quasi esclusivamente su uno scalo geograficamente esposto a un fenomeno naturale come l’Etna».

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