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Campo largo Sicilia, primarie e candidatura: il vertice di Agrigento

Ad Agrigento gli stati generali di Controcorrente-Progetto Civico: La Vardera indica Onorato come candidato, Ingroia aderisce al movimento

DI REDAZIONE EDIC. · 7 SETTEMBRE 2026 · ONLINE ALLE 07:40 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
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Alessandro Onorato è il candidato che Ismaele La Vardera propone alle primarie del centrosinistra per le prossime elezioni regionali siciliane. Lo ha detto lo stesso fondatore di Controcorrente durante la seconda giornata degli stati generali del movimento, andata in scena ad Agrigento in questi giorni, un appuntamento pensato per dare forma al campo largo Sicilia in vista del voto regionale, in concomitanza con le elezioni nazionali.

Sul palco del Kaos, dopo il confronto di sabato con Giorgio Mulè, si sono alternati i principali leader regionali del centrosinistra insieme a La Vardera e ad Alessandro Onorato, assessore a Roma e fondatore di Progetto Civico. «L’abbiamo ripetuto più volte, il presidente della Regione deve essere il finalizzatore di una squadra», ha esordito La Vardera, rivendicando il ruolo della sua formazione: «L’attuale campo largo ha tutte le carte in regola per fornire un governo a questa regione, Controcorrente si candida a traino del campo largo e non ruberà voti agli altri partiti ma sarà un gancio per chi in passato non è andato a votare».

Il nodo delle primarie

Il tema che ha attraversato gran parte degli interventi riguarda il metodo per scegliere il candidato che sfiderà il presidente uscente Renato Schifani. Il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, ha spiegato la posizione del suo partito: «Nelle prossime settimane il Pd intensificherà l’interlocuzione al suo interno per definire il nome del proprio candidato presidente della Regione da proporre agli alleati. Se ci sarà condivisione sul nome del candidato del Pd bene, altrimenti proporremo le primarie come metodo per la scelta del candidato presidente».

Il coordinatore siciliano del M5S, Nuccio Di Paola, ha invece invitato a non fermarsi sulla questione del metodo: «Questa coalizione così formata può vincere a livello regionale e nazionale, proprio per questo è bene che il tempo che ci divide dalle prossime elezioni non lo si impieghi solo a parlare di primarie e candidati».

Le posizioni di Avs e Italia Viva

Toni più duri sono arrivati da Avs. Pierpaolo Montalto e Fabio Giambrone hanno posto una questione identitaria: «La Sicilia vive un dramma da decenni, una crisi istituzionale e sociale. Chi ha inquinato questa terra non deve presentarsi più alle elezioni politiche». I due hanno anche ribadito un veto interno alla coalizione: «Mai con De Luca». Diverso il registro di Roberta Lala, di Italia Viva, che ha insistito sulla necessità di compattezza: «Per vincere bisogna essere uniti e condividere diversi valori, abbiamo la stessa voglia di cacciare la destra».

La proposta di Onorato e il nodo Conte

A rivendicare il modello civico è stato lo stesso Onorato, che ha rivendicato i risultati ottenuti dal suo movimento in numerosi Comuni italiani: «In Sicilia esiste un solo campo, ed è quello anti-Schifani. La Sicilia è uno stato per lo stato, non è per tutti». Un intervento che La Vardera ha di fatto trasformato in endorsement per la sua candidatura, restando comunque un messaggio politico e non un atto formale delle segreterie nazionali, presenti da remoto con il leader del M5S Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs.

Proprio con Conte si è registrato il passaggio più seguito della serata. Alla domanda su chi sceglierebbe tra lui ed Elly Schlein alle primarie del centrosinistra, La Vardera ha risposto senza esitazioni: «Alle primarie del centrosinistra voterei il presidente Giuseppe Conte, senza se e senza ma». Dal videocollegamento è arrivata la replica dell’ex premier: «mi fa piacere». La Vardera ha poi precisato la gerarchia delle sue preferenze: «Il nostro candidato alle primarie, voglio sottolineare, è Onorato. Conte solo se non ci sarà Onorato».

L’adesione di Ingroia

A chiudere la giornata è arrivata la notizia dell’adesione al progetto dell’ex pm Antonio Ingroia, che manterrà comunque i suoi incarichi di presidente del movimento nazionale Azione Civile e della Fondazione Spazio Legalità. «Alla base di questa decisione c’è la condivisione di valori che converge in una visione politica nella quale la legalità rappresenta un elemento centrale e non negoziabile», ha spiegato Ingroia, aggiungendo: «La mia adesione è espressione della mia volontà di contribuire attivamente a un progetto nel quale riconosco idee e obiettivi che considero importanti per il futuro della Sicilia e applicabili anche a livello nazionale».

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