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Dal fermo dei minorenni alla legittima difesa: cosa cambia

Cinque nuove misure su ordine pubblico, baby gang e legittima difesa: dal fermo ai minorenni al divieto di aggregazione.

DI REDAZIONE EDIC. · 15 LUGLIO 2026 · ONLINE ALLE 07:36 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
Piantedosi

Il “decreto Cicalone” e le parole della propaganda diventano legge

Qualcuno, tra i banchi della maggioranza, lo ha già ribattezzato il “decreto Cicalone”, dal nome dello youtuber che gira per metropolitane e periferie a documentare il disagio urbano. Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo pacchetto sicurezza che si aggiunge a quello varato lo scorso febbraio. Cinque misure che ruotano attorno a un lessico preciso: “maranza”, “movida”, “bivacchi”. Termini nati sui social e nella propaganda politica, ora trascritti in un disegno di legge.

Il governo dice di voler rispondere al fenomeno delle baby gang e al degrado urbano. La misura più discussa è quella che a Palazzo Chigi viene già sintetizzata come norma “anti-maranza”.

Fermo di polizia esteso ai minorenni

Il capitolo centrale riguarda il fermo di prevenzione. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che «viene estesa la disciplina del cosiddetto fermo di prevenzione anche ai minorenni quando sussiste un fondato motivo di ritenere che possano mettere in atto condotte di pericolo per la sicurezza pubblica».

La misura potrà scattare durante i servizi di ordine pubblico nelle zone della movida o in qualsiasi luogo ad alta concentrazione di persone. A giustificare il fermo potranno essere il possesso di armi o oggetti atti a offendere, l’uso di caschi o coperture che impediscano il riconoscimento, oppure precedenti segnalazioni per reati legati agli stupefacenti.

Sul ruolo della polizia locale sono sorte polemiche nelle ore precedenti all’approvazione. Piantedosi ha cercato di chiuderle: «C’è stato un malinteso che è tutto tecnico. La norma già prevede che sia una prerogativa degli agenti di pubblica sicurezza, categoria di carattere funzionale nella quale sono ricompresi gli agenti di polizia locale». In pratica, i vigili urbani già impiegati nei servizi di ordine pubblico potranno usare lo strumento senza nuove attribuzioni di potere.

Divieto di aggregazione e aggravanti per il vandalismo di gruppo

Contro le bande giovanili arriva un’altra misura: il questore potrà affiancare all’avviso orale un divieto di aggregazione, impedendo ai gruppi ritenuti pericolosi di continuare a ritrovarsi nei luoghi dove si verificano più frequentemente episodi di violenza o vandalismo.

Sul fronte delle sanzioni, il disegno di legge introduce un’aggravante specifica per il danneggiamento commesso da almeno cinque persone, con pene più severe e la possibilità di ricorrere all’arresto differito in flagranza.

Legittima difesa: niente risarcimento alla vittima che ha commesso il reato

Un altro passaggio riguarda la legittima difesa, con una modifica al codice civile. Chi subisce una rapina, una violenza sessuale o altri reati gravi e viene poi condannato per eccesso colposo di legittima difesa non sarà tenuto a risarcire l’autore del delitto originario.

«Viene in qualche modo escluso il risarcimento del danno in situazioni in cui il fatto si verifichi in occasione del compimento da parte del danneggiato di alcuni reati. Il caso classico è quello della rapina in casa», ha detto Piantedosi. La norma richiama direttamente il caso del gioielliere Mario Roggero, condannato dopo aver ucciso due rapinatori e poi raggiunto da una richiesta milionaria di risarcimento da parte dei familiari.

Lesioni agli agenti: non serve più la querela

L’ultima misura riguarda le forze dell’ordine. Il reato di lesioni personali commesse nei confronti di ufficiali e agenti di polizia nell’esercizio delle loro funzioni diventa procedibile d’ufficio. Anche nei casi di lesioni lievi, non sarà più necessaria la querela della persona offesa per avviare il procedimento penale.

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