Arena d’Oro 2026 a Roberto e Marco Guccione
Il prestigioso riconoscimento veronese celebra il pittore Roberto Guccione e il figlio Marco, cantante e tastierista, per il contributo ad arte e cultura
Marco Guccione
Due generazioni siciliane premiate a Verona
La prestigiosa Arena d’Oro 2026 ha celebrato questa mattina a Verona due artisti siciliani, legati da un doppio vincolo: quello familiare e quello della passione per l’arte. Roberto Guccione, maestro d’arte di fama internazionale, e il figlio Marco Guccione, cantante e tastierista, entrambi originari di Comiso, hanno ricevuto il riconoscimento che ogni anno premia personalità distintesi per meriti artistici, culturali e sociali.
L’edizione 2026, istituita su iniziativa del commendatore Maurizio Pedrini, si avvale della collaborazione della Fondazione Area Cultura, guidata da Angelica Loredana Anton, figura di riferimento nel panorama culturale europeo. Il premio si ispira alla grandezza simbolica dell’Arena di Verona per celebrare chi contribuisce alla crescita culturale e sociale della comunità.
Quarant’anni di arte tra Europa e Mediterraneo
Il riconoscimento a Roberto Guccione, Cavaliere Ufficiale emerito della Repubblica Italiana, premia il contributo straordinario alla diffusione dell’arte italiana nel mondo e l’impegno costante nella promozione del dialogo culturale tra le nazioni. La sua carriera espositiva lo ha portato attraverso l’Europa e il Mediterraneo: dall’Italia alla Francia, da Malta alla Romania, passando per Bratislava e Belgrado.
Nel 2017 ha fondato la Pinacoteca Roberto Guccione a Cefalà Diana, in provincia di Palermo, istituzione che gli è valsa la cittadinanza onoraria del Comune l’anno successivo. Dal 2025 è anche cittadino onorario di Monterosso Almo. Nel suo ruolo di direttore artistico ha curato collettive e rassegne internazionali, ricevendo la Medaglia d’Oro della Société Académique Arts-Sciences-Lettres di Parigi e il Grand Prix Arte Parigi come Miglior Artista Europeo nel 2019.
Marco Guccione, dalla musica alla solidarietà
Il curriculum del figlio Marco è altrettanto ricco di riconoscimenti. Nel 2018 ha vinto il Premio Rai Cinema Channel ed è stato insignito del titolo di Cavaliere della Pace. La sua attività musicale spazia dai brani originali al progetto dedicato ai Pooh, che nel 2021 gli è valso i complimenti personali di Roby Facchinetti.
L’artista comisano ha saputo coniugare musica e solidarietà attraverso eventi di beneficenza, come il concerto a favore dei malati di Alzheimer del CEA di Ragusa. Il suo percorso ha ricevuto riconoscimenti anche dalle istituzioni locali: una targa dal sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari, nel 2021, e una pergamena dal questore di Ragusa, Filippo Barboso, nel 2010.
Le parole dei protagonisti
Accogliendo il premio con emozione, Marco Guccione ha voluto riflettere sul valore insostituibile dell’arte in un’epoca dominata dalla tecnologia: «In un mondo in cui la tecnologia sta prendendo il posto di numerose attività svolte dall’uomo, penso che essa non potrà mai sostituire le relazioni umane e le emozioni. La musica permette di esternalizzare e condividere ciò che sentiamo. Fai col cuore, non si sbaglia mai».
Il maestro Roberto Guccione ha sottolineato il significato del riconoscimento per il suo impegno artistico: «Questo premio rappresenta un riconoscimento al mio impegno quarantennale in favore dell’arte e della pace tra i popoli e mi sprona a continuare su questa strada per dipingere con pennellate di bellezza la nostra società».
Un premio che guarda al futuro
L’Arena d’Oro si conferma tra le più alte onorificenze culturali assegnate nella città scaligera, capace di intercettare talenti che uniscono eccellenza artistica e impegno sociale. La scelta di premiare padre e figlio sottolinea il valore della trasmissione generazionale della passione per l’arte e la cultura.
Per i due artisti comisani il riconoscimento veronese rappresenta un ulteriore tassello in carriere già costellate di successi internazionali, ma soprattutto uno stimolo a proseguire nel loro lavoro di ambasciatori della cultura italiana e siciliana nel mondo. Un esempio di come arte e musica possano diventare linguaggio universale di dialogo tra i popoli.