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Regolamento Sanremo 2026: De Martino, 24 Big e tre gare

Il conduttore ha illustrato a Milano il nuovo regolamento del Festival: 24 artisti in gara, tre serate competitive e niente intelligenza artificiale sul palco.

DI REDAZIONE EDIC. · 22 SETTEMBRE 2026 · ONLINE ALLE 07:41 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
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Ventiquattro Big in gara, tre gare distinte dentro lo stesso Festival e una giuria internazionale che debutta per assegnare il pass per l’Eurovision Song Contest. Stefano De Martino ha presentato a Milano il regolamento di Sanremo 2026, in scena all’Ariston dal 16 al 20 febbraio. Per lui è il debutto da direttore artistico e conduttore.

Ventiquattro artisti, nessun ampliamento

Il numero dei Big non cambia rispetto alle previsioni: ventitré cantanti più il vincitore di Sarà Sanremo, per un totale di ventiquattro. De Martino chiude sul nascere ogni ipotesi di allargamento della gara: «Saranno ventitrè più il vincitore di Sarà Sanremo. Ventiquattro in tutto, e no, non aumenteranno perché l’impianto è stato pensato per dare il giusto risalto a tutti gli artisti».

Sul resto del cast, conduzione, ospiti, intrattenimento, il conduttore preferisce non sbilanciarsi: «Siamo ancora a settembre, abbiamo lavorato già tanto. Ora ci concentriamo sulla musica».

Gli ospiti stranieri e il nodo Måneskin

De Martino conferma di lavorare per portare all’Ariston nomi internazionali, senza confermare i contatti riportati nei giorni scorsi con Dua Lipa: «È una grande ambizione. La ciliegina sulla torta del festival. Ma terrei le aspettative basse». Anche una possibile reunion dei Måneskin resta un’ipotesi: «Se dovessero fare la reunion sono invitati al festival di Sanremo. Sarebbe un bel ritorno per la musica in generale».

Interpellato sulla presenza femminile nel cast, evita la logica delle quote: «Ci saranno, ma il discorso delle quote rose mi stucca. Più che un occhio di riguardo per le donne, lo avremo per i progetti interessanti. Avere un numero per generi vorrebbe dire trascurare il focus del festival, ovvero avere belle canzoni in gara». Sul possibile clima da campagna elettorale in cui si terrà l’edizione, promette equilibrio: «Se così fosse, sarà importante garantire la par condicio. Non ci sarà polarizzazione della narrazione, ma tanta arte e intrattenimento al centro. Però, c’è anche da dire, che Sanremo sarebbe senza una bella polemica? Quando arriveranno, le gestiremo».

Tre gare, tre serate diverse

La novità principale riguarda la struttura della settimana. De Martino la riassume così: «In pratica ci saranno tre gare: quella classica che decreterà il vincitore del festival, quella delle cover il giovedì in cui si potrà avere anche un ospite e la serata performance, con possibile modifiche anche di arrangiamento al brano, il venerdì per stabilire quale artista avrà meritato il pass per l’Eurovision Song Contest». Per le cover si potrà attingere sia al repertorio italiano sia a quello internazionale.

Cambia anche il sistema di voto. Il martedì decidono la giuria della Sala Stampa (66%) e il pubblico (33%); il mercoledì la giuria Radio e Tv (66%) e il pubblico (33%); giovedì e sabato votano tutte e tre le giurie insieme. Per la prima volta il venerdì entra in gioco una giuria internazionale di esperti, che pesa il 50% insieme al pubblico da casa, che potrà votare non solo con il televoto ma anche online e gratuitamente su RaiPlay. Alla serata finale accederanno gli artisti meglio classificati, «almeno 3, più probabilmente 5»: il vincitore assoluto sarà determinato dal voto del pubblico insieme al «tesoretto» accumulato nelle tre votazioni precedenti. «Il voto del pubblico a casa è fondamentale per avere subito il polso della situazione di quello che sarà anche il futuro dei brani. È il pubblico a determinare il successo di una canzone», dice De Martino.

Autotune sì, intelligenza artificiale no

Il regolamento ammette l’uso dell’autotune, «per non precludere il festival a una scena musicale intera, quella del rap, trap e drill, ma dovrà essere al servizio del genere». Resta invece vietato l’uso dell’intelligenza artificiale nei brani in gara, una richiesta che arrivava dalla Fimi. De Martino la motiva così: «Preferiamo l’intelligenza artigianale, c’è molta umanità al centro della nostra visione».

L’elenco dei Big arriverà il 29 novembre: «Da quel momento in poi saremo pronti a dare l’elenco dei Big». Confermato anche l’orario di chiusura delle serate, fissato all’una e tre minuti: «C’è un tassativo orario, deve finire all’una e 03. Io dopo l’una me ne vado, poi se volete rimanere voi…». A raccogliere il pubblico dopo la mezzanotte sarà il Dopofestival, annunciato dallo stesso conduttore: «C’è il Dopofestival, ci tengo molto e spero vi piacerà tanto, è un po’ pirata».

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