Acquisti a rate, un italiano su due: l’8% rateizza il funerale
Indagine Piepoli per Udicon su 500 persone: il 13% rateizza le cure mediche, l’11% le bollette, il 23% ha avuto difficoltà a pagare le rate
Quasi un italiano su due, il 45%, ha fatto acquisti a rate negli ultimi dodici mesi. E la dilazione è arrivata fino all’ultima spesa possibile: l’8% ha pagato o pagherebbe a rate il funerale di un proprio caro.
I numeri arrivano da un’indagine dell’istituto Piepoli realizzata per Udicon, l’unione per la difesa dei consumatori, su un campione rappresentativo di 500 persone intervistate tra il 28 e il 30 settembre 2026.
Che cosa si paga a rate
In cima alla lista restano gli acquisti classici, auto, moto, elettrodomestici e mobili. Seguono le ristrutturazioni, indicate dal 26%, i dispositivi tecnologici al 23%, le emergenze al 18% e le vacanze al 14%. Ma la rata è entrata anche dove un tempo non arrivava. Il 13% ricorrerebbe alla dilazione per le cure mediche e dentistiche, l’11% per le bollette, il 6% per la spesa alimentare.
«In Italia si vive a rate e ormai si muore a rate», dice la presidente di Udicon, Martina Donini, «otto italiani su 100 pagherebbero a rate perfino il funerale di un proprio caro e uno su dieci farebbe lo stesso con le bollette. Quando la rata entra nelle spese che una famiglia non può rimandare, smette di essere una comodità e diventa il termometro di un disagio».
Chi fatica a pagare
Metà del campione ha almeno una rateizzazione in corso e il 27% ne ha due o più. Il 23% ha incontrato difficoltà a pagarne una o più. Tra queste persone il 51% ha rinunciato a spese necessarie, il 33% ha pagato penali o interessi di mora, il 19% ha chiesto soldi a familiari o amici.
«C’è poi il rischio del sovrindebitamento», aggiunge Donini, che parla di un meccanismo per cui «rata chiama rata». Il 39% degli intervistati ha usato nell’ultimo anno i servizi «compra ora, paga dopo», ma per il 57% dividere un acquisto in tre o quattro rate è solo una modalità di pagamento, non un debito.
Perché si sceglie la rata
Il 30% dichiara di non poter sostenere l’intera spesa in un’unica soluzione, il 24% vuole evitare di prelevare troppo denaro dal conto. Sommando le due risposte, per il 54% la scelta nasce da esigenze di liquidità. Sul fronte opposto, il 34% preferisce sempre saldare subito e il 7% rateizza anche quando potrebbe pagare tutto in una volta.
Carte, contante e truffe online
Il 76% si sente sicuro con i pagamenti digitali, ma il 49% ha avuto problemi in prima persona o in famiglia, tra truffe online, carte clonate e addebiti non autorizzati. Le truffe online preoccupano il 41%, la clonazione delle carte il 37%. Il contante non è sparito. È lo strumento più usato per il 23%, la stessa quota della carta contactless, mentre la carta inserita nel Pos arriva al 27%.
L’indice di felicità scende a 59
L’indagine misura anche un indice di felicità pari a 59 su 100, due punti in meno rispetto allo scorso maggio. Tra chi si dichiara poco felice, il 43% indica il peggioramento della propria condizione economica, il 27% problemi di salute propri o dei familiari, il 15% eventi negativi in famiglia. L’11% segnala invece il peggioramento della vita affettiva.
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