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PNRR Sicilia, Cgil: «La più grande occasione mancata»

Mannino (Cgil Sicilia) attacca il governo regionale su sanità, lavoro e PNRR: «Rischiamo un deserto sociale».

DI REDAZIONE EDIC. · 12 AGOSTO 2026 · ONLINE ALLE 14:09 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
Alfio Mannino, segretario generale della Cgil

PNRR Sicilia Cgil: «Potevamo avere 20 miliardi, ne avremo 13-14»

A un anno dalla fine della legislatura regionale, la Cgil Sicilia chiede un cambio di rotta netto. Il segretario generale Alfio Mannino, intervistato dall’Italpress, ha elencato le urgenze che il governo regionale non avrebbe affrontato: sanità, istruzione, mobilità, lavoro e, soprattutto, la gestione del PNRR. Sul dossier PNRR Sicilia Cgil il giudizio è senza appello.

«Verrà ricordato come la più grande occasione mancata dalla Sicilia: potevamo avere risorse per circa 20 miliardi di euro, alla fine ne avremo solo 13-14 perché la macchina amministrativa non era in grado di assorbire questa mole di opportunità. A inizio legislatura avevamo salutato positivamente il fatto che il primo atto del governo fosse stato l’istituzione di una cabina di regia sul Pnrr, ma da lì in poi Schifani non ci ha più convocato. Speriamo che oltre al danno non ci sia la beffa, cioè che di fronte ai progetti che non si riusciranno a includere non venga chiesta la restituzione delle risorse».

Il rischio, secondo Mannino, è concreto: tanti enti locali potrebbero trovarsi in difficoltà se dovessero restituire fondi già assegnati ma non rendicontati. I soldi spesi, aggiunge, «non hanno determinato un cambio di passo nel modello economico, produttivo e sociale: sono mancate a monte scelte strategiche».

Sanità e istruzione: i diritti negati

Sul sistema sanitario il segretario è diretto: «In Sicilia c’è un sistema sanitario che nega il diritto alla salute. Non si può affrontare la questione delle liste d’attesa mettendo 18 milioni nella sanità privata e non mettendo un euro nel sistema sanitario pubblico». È la critica alla recente proposta di variazione di bilancio del governo regionale: risorse destinate ai privati, zero al pubblico.

Sul fronte dell’istruzione la situazione non è migliore. «Il diritto allo studio viene negato: la Sicilia è la regione in cui a due ragazzi su tre non viene assegnata una borsa di studio anche se risultano idonei. Hanno i requisiti sia economici che di merito, ma questo diritto non gli viene riconosciuto». Mannino ricorda che la Cgil chiede una riforma vera sin dall’inizio della legislatura, senza essere ascoltata.

A questi si aggiunge il nodo della mobilità: infrastrutture «in condizioni ancora disastrose», soprattutto nelle aree interne dell’isola.

Lavoro giovanile, l’allarme sull’esodo

Il capitolo più allarmante, per Mannino, riguarda l’occupazione. «La Sicilia è la terra in cui il lavoro non c’è, e quando c’è spesso è precario, sfruttato e sottopagato. Bisogna puntare a ricostruire un nuovo apparato produttivo più coerente con la nostra vocazione, che determini una maggiore occupazione di qualità e ridia dignità al lavoro».

I numeri parlano chiaro: ogni anno 20-25mila giovani lasciano la Sicilia. Se l’esodo non viene fermato con politiche attive reali, avverte il segretario, «rischiamo davvero che la Sicilia da qui ai prossimi cinque anni diventi un deserto sociale». La proposta della Cgil è un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, da avviare subito.

I miliardi disponibili e le priorità da rimettere al centro

Mannino ricorda che la Sicilia dispone, per i prossimi mesi, di 5-7 miliardi di euro tra avanzi di amministrazione e risorse sbloccate dalle parifiche. Soldi che, secondo il sindacato, dovrebbero finanziare proprio le priorità rimaste senza risposta: sanità pubblica, diritto allo studio, infrastrutture e un piano straordinario per il lavoro. «Sono tutte questioni che devono tornare centrali nell’agenda politica del Paese e della Regione», chiude Mannino.

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