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Regionali Sicilia 2027, Cardinale: Schifani favorito ma Roma decide tutto

Cardinale: Schifani favorito alla presidenza, ma la scelta spetta ai leader nazionali. Analisi su De Luca e La Vardera.

DI REDAZIONE EDIC. · 20 AGOSTO 2026 · ONLINE ALLE 11:32 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
Salvatore Cardinale

Cardinale

Salvatore Cardinale, ex ministro delle Comunicazioni, taglia corto sulla corsa alle elezioni regionali Sicilia: i social non bastano, il nome del candidato presidente lo decidono i leader nazionali e, per ora, quell’uomo si chiama Renato Schifani. L’intervista a Live Sicilia, è una lettura a freddo dello stato del centrodestra siciliano.

«I social non bastano, servono liste forti»

Il punto di partenza è la critica a chi punta sulla visibilità mediatica per candidarsi. «Chi nel centrodestra immagina che bastino i social o la comunicazione per lanciare la propria candidatura si sbaglia di grosso. Le elezioni regionali, e anche quelle nazionali nel caso in cui dovessero essere reintrodotte le preferenze, si vincono solo con liste forti», attacca Cardinale.

Non è solo una questione di stile: per l’ex ministro chi ambisce alla presidenza della Regione sembra ignorare che il posto è già occupato. «Assistiamo ad una corsa alla candidatura alla presidenza della Regione che non tiene neanche conto del fatto che un presidente c’è già e che ha tutte le carte in regola per chiedere la ricandidatura alla luce dei dati positivi del suo governo», dice riferendosi a Schifani.

Elezioni regionali Sicilia: la scelta spetta a Roma, non a Palermo

Su chi alla fine indicherà il nome, Cardinale è diretto: la Sicilia non decide da sola. «Non c’è alcun dubbio su Schifani, tuttavia segnalo che non siamo noi in Sicilia a scegliere il nome del candidato presidente», afferma. Lo stesso schema vale per le comunali di Palermo: «Stiamo parlando di un capoluogo di regione, è normale che siano i leader nazionali a ragionare sugli equilibri e a scegliere».

Cardinale aggiunge poi un dettaglio che suona come avvertimento interno alla coalizione: «Chi prenderà la candidatura per Palermo non potrà avere quella per la Regione».

Sul fronte Forza Italia, la condizione per contare è una sola: «Se si vuole che Forza Italia indichi il candidato serve prima di tutto un partito forte».

De Luca «insidioso», La Vardera un’incognita

L’analisi di Cardinale si sposta poi sulle variabili esterne al centrodestra. Su Cateno De Luca il giudizio è netto: «De Luca è abile, sta facendo un lavoro di tessitura sul territorio che rischia di essere insidioso per noi. Dialoga con i deputati uscenti e con i sindaci che aspirano ad entrare all’Ars. Sta creando le condizioni per un buon risultato delle sue liste».

Più cauto sul caso Ismaele La Vardera e il suo movimento Controcorrente: «Non conosco la sua forza, non so quanto sia in grado di mettere insieme ciò che serve per raggiungere il 5%. Alle Amministrative ha avuto dei buoni colpi con i sindaci di Agrigento e Bronte ma il suo movimento non ha avuto grossi risultati». L’ipotesi di un appoggio del centrosinistra a La Vardera la esclude: «Escludo comunque che Pd e M5s possano affidargli la candidatura alla presidenza della Regione e per gli stessi motivi di De Luca potrebbe decidere di correre da solo».

Il tempo delle candidature non è ancora arrivato

Cardinale chiude con un invito alla pazienza, rivolto a tutti: «Serve che arrivi ‘il tempo’ delle candidature, serve che ci si ritrovi nei luoghi in cui si fanno determinate scelte». Prima vengono le liste, i candidati credibili, il radicamento sul territorio. Il resto, per ora, è solo comunicazione.

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