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Stancanelli sul centrodestra siciliano: «Troppi personalismi»

L’eurodeputato Raffaele Stancanelli analizza i nodi della coalizione in Sicilia: personalismi, il possibile ingresso di De Luca e la sfida delle regionali 2027.

DI REDAZIONE EDIC. · 31 LUGLIO 2026 · AGGIORNATO ALLE 08:39 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
Raffaele Stancanelli

Raffaele Stancanelli

Centrodestra siciliano: Stancanelli punta il dito sui personalismi

I dati economici della Sicilia potrebbero raccontare una storia di ripresa, ma fuori dai palazzi la percezione è un’altra. Lo sa bene Raffaele Stancanelli, eurodeputato, che in un’intervista pubblicata oggi da La Sicilia non risparmia critiche alla sua stessa coalizione. Sul centrodestra siciliano Stancanelli è netto: «Il problema sono i personalismi, gli egoismi e una condotta morale che allontana i cittadini». Per l’eurodeputato la crisi non nasce dai numeri, ma dall’incapacità dei dirigenti e dei leader di parlarsi davvero.

De Luca nella coalizione: «Bravo amministratore, nonostante i teatralismi»

Sul possibile allargamento della coalizione, il nome che circola è quello di Cateno De Luca. Stancanelli non si sottrae: lo definisce un bravo amministratore, pur ammettendo che i suoi comportamenti hanno spesso i tratti del teatrale. Un profilo divisivo, ma evidentemente non abbastanza da chiudergli la porta. L’eurodeputato non entra invece nel merito delle vicende giudiziarie che toccano alcuni esponenti del centrodestra: si dichiara garantista e smentisce le parole attribuite a un ministro siciliano riguardo a presunte situazioni di libertà provvisoria.

Il nodo Lombardo-Sammartino e i casi di Agrigento e Gela

Stancanelli respinge anche l’idea che Sammartino sia un alleato di La Vardera nel quadro del rapporto con Lombardo. Per sostenere la sua lettura porta due esempi concreti. Ad Agrigento il centrodestra ha superato il proprio candidato sindaco di venti punti. A Gela la coalizione è praticamente assente, schiacciata dall’alleanza tra autonomisti e sinistra. Due situazioni agli antipodi che, secondo l’eurodeputato, fotografano bene le contraddizioni di un centrodestra ancora frammentato sul territorio.

La Lega, Vannacci e la scommessa dei territori del Sud

Sul suo rapporto con la Lega, Stancanelli ricorda di aver accettato la candidatura quando il partito ha smesso di essere esclusivamente l’espressione del Nord. La chiave, per lui, era diventare un partito dei territori: una vocazione che ritiene compatibile con la storica identità nordista del Carroccio, a patto che le due anime vengano coordinate a livello nazionale. Su Roberto Vannacci riconosce il consenso raccolto dal generale, ma tiene a precisare di essere stato l’unico, in Sicilia, a batterlo alle ultime elezioni europee.

Verso il 2027: l’auspicio di un centrodestra unito alle regionali

Guardando alle elezioni regionali del 2027, Stancanelli si augura che la coalizione si presenti compatta, con Vannacci integrato nel progetto. Un obiettivo che suona più come un appello che come una certezza, visto il quadro descritto nell’intervista. Resta da vedere se i protagonisti della politica siciliana sapranno mettere da parte quei personalismi che, secondo l’eurodeputato, continuano a essere il vero ostacolo.

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