Riforma elettorale, il centrodestra valuta il doppio turno
Forza Italia spinge per introdurre il secondo turno nella riforma elettorale, la Lega frena: decisiva la scelta di Palazzo Chigi entro martedì.
Il nodo del 15% che può cambiare la legge elettorale
La questione legge elettorale ballottaggio torna al centro dello scontro nel centrodestra, complice un numero che mette a rischio i piani della maggioranza: il 15%. È la quota di consensi che Forza Italia e Lega dovrebbero garantire alla coalizione per restare in corsa per il premio di maggioranza, fissato al 42%. A Palazzo Chigi da settimane circola il timore di non farcela. Da qui l’idea, discussa nelle ultime ore ai vertici della maggioranza, di introdurre il ballottaggio. L’ipotesi dovrebbe diventare un emendamento da presentare in commissione Affari costituzionali del Senato, dove i tempi stringono: la scadenza per depositare gli emendamenti è fissata per dopodomani alle 12. Le indiscrezioni delle ultime ore danno per probabile questa scelta.
Tre partiti, tre posizioni diverse
Sul tema la maggioranza si presenta divisa. Forza Italia è favorevole al doppio turno, la Lega contraria, mentre Fratelli d’Italia resta in una fase di valutazione, sospesa tra rischi e vantaggi della novità.
A insistere per il cambiamento è soprattutto Ignazio La Russa, che da tempo ne parla con Giorgia Meloni. La sua tesi: solo il ballottaggio eviterebbe il rischio di un pareggio elettorale e aumenterebbe le probabilità di vittoria della destra, puntando sul recupero al secondo turno di parte degli elettori di Roberto Vannacci.
La premier, secondo quanto emerge, ha accolto la proposta con diffidenza. Al primo turno, infatti, Futuro nazionale potrebbe sottrarre consensi importanti alla coalizione: senza l’urgenza del voto decisivo, l’elettore potrebbe votare in modo più libero, senza il richiamo al «voto utile» finora usato da Palazzo Chigi contro il partito di Vannacci. La Russa ha replicato che, se con Fn bisogna comunque fare i conti, tanto vale farlo in una cornice che aumenti le chance di vittoria e il bonus di seggi. Meloni non ha ancora sciolto la riserva.
Forza Italia in chiave anti-Vannacci, la Lega preoccupata
Le due posizioni interne alla maggioranza nascono da calcoli opposti sullo stesso avversario. Forza Italia guarda al ballottaggio come strumento per escludere Fn dalla coalizione. La Lega, già indebolita dall’ascesa di Vannacci, teme invece che il doppio turno finisca per favorire proprio il generale nella prima tornata elettorale.
La scadenza di martedì e il ruolo dell’Aula
Entro mezzogiorno di martedì il centrodestra dovrà decidere come muoversi in commissione. Ad aiutare la maggioranza potrebbe essere però il regolamento del Senato: il probabile ostruzionismo del centrosinistra rischia di impedire la conclusione dell’esame di tutti gli emendamenti nei tempi previsti.
In quel caso l’Aula si troverebbe a discutere il testo senza mandato al relatore, una circostanza che a Palazzo Madama farebbe decadere le modifiche già approvate in commissione, rimandandole al voto in emiciclo. Lo scenario ritenuto più probabile, dunque, sposta la decisione finale direttamente in Aula, lasciando a Meloni ancora qualche giorno per scegliere tra ballottaggio e turno unico.
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