AI Act aziende italiane a rischio: nasce Zero to AI
Dal 2 agosto l’AI Act impone obblighi di trasparenza alle imprese: sanzioni fino a 35 milioni. Nasce Zero to AI per colmare il gap formativo.
AI Act aziende italiane: dal 2 agosto scattano gli obblighi
Per le aziende italiane il 2 agosto ha segnato una soglia concreta: da quel giorno sono entrati in vigore gli obblighi previsti dall’articolo 50 dell’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Chiunque sviluppi o utilizzi sistemi di IA che interagiscono con persone o generano contenuti, compresi deep fake e testi automatici, è ora tenuto a rispettare nuove regole di trasparenza. Chi non si adegua rischia sanzioni pesanti: fino a 35 milioni di euro, o il 7% del fatturato globale, per l’uso di sistemi vietati; fino a 15 milioni, o il 3%, per le violazioni alle norme sulla trasparenza.
Il problema è che la scadenza è arrivata in piena estate, nel momento in cui la maggior parte delle aziende rallenta o si ferma. E molte, stando ai dati disponibili, non erano pronte.
Il gap formativo: i numeri di un ritardo strutturale
A misurare l’impreparazione delle imprese ci ha pensato un recente report globale di The Adecco Group: il 45% dei leader aziendali prevede di integrare agenti di IA nei processi lavorativi entro un anno, ma solo il 22% ritiene che la propria organizzazione stia sviluppando le competenze digitali necessarie. Appena il 31% afferma che il proprio management conosce abbastanza l’IA da valutarne rischi e opportunità.
La situazione italiana non è migliore. Secondo dati ISTAT diffusi da Assolombarda, la quota di imprese con più di dieci addetti che adotta l’IA è passata dall’8,2% nel 2024 al 16,4% nel 2025: una crescita rapida, ma spesso senza basi solide. Tra le piccole imprese da 10 a 49 addetti, più di una su quattro (27,8%) non sa indicare in quale ambito aziendale utilizzi concretamente l’IA. E il 58,6% degli intervistati segnala la mancanza di competenze come ostacolo principale.
Cosa prevede l’AI Act e perché agosto è una soglia critica
L’AI Act è entrato in vigore nel 2024. Le prime norme applicabili, già dal 2025, riguardavano i divieti su alcune pratiche di IA e l’obbligo di formare il personale in materia, il cosiddetto obbligo di AI literacy, vigente dal 2 febbraio 2025. Agosto aggiunge un livello ulteriore.
«L’AI Act è stato approvato nel 2024 e le prime regole sono diventate applicabili nel 2025: tra queste vi sono i divieti per una serie di pratiche di IA e un nuovo obbligo di formazione in materia di intelligenza artificiale del personale. Dal 2 agosto si entra in una nuova decisiva fase: al centro ci sono le regole di trasparenza per sistemi interattivi, come chatbot e agenti, IA generativa, deep fake e testi generati o manipolati artificialmente», spiega Gabriele Franco, avvocato di PANETTA Consulting Group ed esperto di IA, autore del libro “AI Act spiegato semplice” (Glow Books, 2026).
Franco insiste sul fatto che il regolamento non va letto solo come un insieme di vincoli: «L’AI Act non è solo una normativa, ma un vero cambio di paradigma nel modo in cui le imprese sviluppano, utilizzano e governano l’IA. Per questo oggi non si tratta solo di adeguarsi, ma di comprendere come l’AI Act può diventare una leva strategica, un elemento di fiducia e un motore di competitività per qualunque organizzazione».
Zero to AI: il percorso formativo lanciato in Italia
Per rispondere a questo vuoto nasce Zero to AI, un percorso formativo pratico e intensivo pensato per accompagnare le imprese dalla fase di alfabetizzazione di base fino all’adozione concreta di soluzioni di intelligenza artificiale conformi alle norme europee. L’iniziativa è promossa da IA Spiegata Semplice, community italiana di IA fondata da Pasquale Viscanti e Giacinto Fiore, noti anche per aver ideato la AI WEEK.
Accanto a Zero to AI, la stessa community ha sviluppato AI Play, una piattaforma in streaming pensata per la formazione continua sull’IA, con contenuti on-demand per professionisti e manager.
«La formazione è un primo passo fondamentale nel percorso di conformità all’AI Act, anche considerando che oggi tutte le organizzazioni che sviluppano o utilizzano sistemi di IA sono già tenute a formare il proprio personale in materia di intelligenza artificiale: è l’obbligo di AI literacy introdotto dall’AI Act, che deve essere rispettato a partire dal 2 febbraio 2025, da oltre un anno quindi», conclude Franco.
Rischio sanzioni: cosa succede a chi resta fermo
Rimandare a settembre, come spesso accade con le scadenze che cadono in estate, stavolta può costare molto. Le sanzioni dell’AI Act non attendono il rientro dalle ferie: le autorità di controllo possono avviare verifiche sui sistemi già in uso, e le imprese che non hanno ancora avviato un percorso di adeguamento si trovano esposte.
Il quadro che emerge dai dati, tra dirigenti che non conoscono la normativa, adozioni di IA non strutturate e obblighi già in vigore da mesi, suggerisce che per molte aziende italiane il problema non è futuro. È già presente.
Leggi altre notizie di Comunicazione.