Fondo Piccoli Comuni Sicilia: iter MIT avviato
Il decreto n. 71 del 31 luglio 2026 è al vaglio degli organi di controllo: i termini non decorrono ancora e nessun adempimento è richiesto ai comuni.
Fondo Piccoli Comuni Sicilia: il MIT chiarisce lo stato dell’iter
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti interviene per fare chiarezza sullo stato del Fondo Piccoli Comuni Sicilia, il finanziamento destinato alla manutenzione e alla messa in sicurezza delle strade comunali nei centri con meno di 5.000 abitanti. L’avviso è rivolto a tutti gli enti beneficiari: per ora non è richiesto alcun adempimento.
Il decreto è all’esame degli organi di controllo
Il decreto n. 71 del 31 luglio 2026, con cui è stato approvato lo scorrimento della graduatoria, è attualmente sottoposto alle verifiche degli organi di controllo competenti. Finché questo passaggio non sarà completato, i termini per la stipula dei contratti di affidamento dei lavori non iniziano a decorrere. Il ministero è esplicito sul punto: allo stato attuale, gli enti locali inseriti in graduatoria non devono fare nulla.
Il contesto del Fondo e la sua importanza per i piccoli comuni
Il Fondo rappresenta uno strumento significativo per quei comuni che, per dimensioni ridotte e risorse limitate, faticano a sostenere autonomamente i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità locale. Le strade comunali in cattivo stato costituiscono un problema diffuso nei centri minori, con ricadute dirette sulla sicurezza dei cittadini e sull’accessibilità dei territori. Il finanziamento, riservato ai comuni sotto i 5.000 abitanti, mira proprio a colmare questo gap strutturale, consentendo interventi programmati e verificabili.
Cosa succede dopo il via libera
Una volta concluso l’iter di controllo, il provvedimento verrà pubblicato nella sezione «Amministrazione trasparente» del portale istituzionale del MIT. A quel punto il ministero trasmetterà una comunicazione formale a tutti i comuni interessati, indicando la data precisa da cui i termini inizieranno a decorrere e gli adempimenti successivi da seguire. Gli enti beneficiari potranno così organizzarsi per tempo, senza il rischio di incorrere in scadenze non rispettate per mancanza di informazioni ufficiali.
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