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Giustizia civile Sicilia: tempi dimezzati rispetto al 2019

L’Istat certifica il crollo dei tempi della giustizia civile in Italia, con miglioramenti oltre il 70% anche negli uffici giudiziari siciliani

DI REDAZIONE EDIC. · 13 SETTEMBRE 2026 · AGGIORNATO ALLE 09:27 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
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La durata dei processi civili in Italia si è quasi dimezzata rispetto al 2019, scendendo a 1.251 giorni complessivi, una riduzione del 50,2%. Tra gli uffici giudiziari che hanno registrato i miglioramenti più consistenti, con percentuali del 70% e oltre, ci sono anche quelli della Sicilia, insieme a quelli della Campania: è quanto emerge dai dati elaborati dall’Istat sulla base delle statistiche del ministero della Giustizia, aggiornati al 30 giugno.

Si tratta di un risultato che arriva soprattutto grazie all’effetto Pnrr: le risorse messe a disposizione, abbinate a una serie di obiettivi tangibili e cogenti concordati con l’Europa, hanno contribuito in maniera determinante a un esito senza precedenti per la giustizia civile italiana, con ricadute dirette anche sul sistema giudiziario siciliano.

Il dato per gradi di giudizio

Il risultato supera il target fissato dal Pnrr, che prevedeva una riduzione del 40% rispetto al 2019, ed è stato raggiunto in tutti i gradi di giudizio. Nei Tribunali la durata media è passata da 556 a 291 giorni (-47,6%), nelle Corti di Appello da 654 a 353 giorni (-46,2%), in Cassazione da 1.302 a 608 giorni: qui si registra la riduzione percentuale più alta, il 53,3%.

L’arretrato si riduce di oltre 600mila procedimenti

Anche i procedimenti pendenti sono diminuiti in modo consistente, da quasi 1,9 milioni nel 2019 a circa 1,26 milioni al 30 giugno 2026. Il calo è legato a un numero di cause chiuse generalmente superiore a quello delle nuove iscrizioni.

È soprattutto il dato sulla durata dei processi civili a rivestire un peso economico rilevante. Una giustizia più veloce va infatti a beneficio di tutti, a cominciare dai cittadini, ma è stato più volte sottolineato come il fattore tempo nella definizione di una controversia abbia rappresentato uno degli elementi di maggiore deterrenza per gli investimenti esteri. Secondo le stime di Banca d’Italia, le disfunzioni della giustizia civile pesano per circa l’1% sul Pil, con investitori esteri e imprese alle prese con una diffusa incertezza nella tutela dei contratti e nel recupero del credito.

Le Corti d’appello

Tra le Corti d’appello, Ancona, Bologna e Firenze hanno tagliato i tempi di oltre il 60% rispetto al 2019. Le uniche corti in controtendenza, con un aumento dei tempi, sono quelle di Catanzaro e Trieste, dove secondo l’Istat ha inciso l’incremento dei procedimenti di protezione internazionale.

Le tre riforme dietro il risultato

L’Istat individua tre fattori alla base del miglioramento: l’introduzione dell’Ufficio del processo, la struttura di staff che affianca il giudice nello studio dei fascicoli, nella ricerca giurisprudenziale e nelle bozze di provvedimenti; la riforma Cartabia del processo civile, con l’anticipazione del contraddittorio, la mediazione e il filtro in appello; la stabilizzazione definitiva del processo telematico. Il primo semestre del 2026 ha segnato l’accelerazione più marcata, favorita anche dai poteri organizzativi straordinari attribuiti ai presidenti dei Tribunali e dall’applicazione da remoto di magistrati negli uffici con maggiore arretrato.

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