Ballottaggio nella legge elettorale, spunta la doppia proposta al Senato
Al Senato scade oggi il termine per gli emendamenti sulla riforma elettorale. Due proposte diverse per reintrodurre il ballottaggio, la Lega frena.
Scade oggi alle 12 il termine per presentare gli emendamenti alla legge elettorale al Senato, e sul tavolo torna la questione del ballottaggio legge elettorale nel cosiddetto Melonellum. La maggioranza valuta di reinserire il secondo turno, cancellato alla Camera in una fase precedente dell’iter, come argine possibile a un calo di consensi che secondo alcuni osservatori interni al centrodestra si starebbe facendo sentire. Sul tema arriveranno due emendamenti distinti, non una proposta unitaria, firmati da singoli parlamentari dopo giorni di riunioni tra gli sherpa di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.
Le due proposte sul ballottaggio
Il primo emendamento, sottoscritto da un senatore di Forza Italia, è quello su cui il centrodestra punterebbe con più convinzione per costruire un eventuale secondo turno. La soglia per accedervi scenderebbe al 40%, contro il 42% attualmente previsto per ottenere il premio di maggioranza. Il meccanismo funzionerebbe così: se nessuna coalizione supera il 40%, i seggi si distribuiscono in modo proporzionale. Se due coalizioni superano quella soglia, si va al ballottaggio per aggiudicarsi il premio di 70 deputati e 35 senatori. Se una sola coalizione la supera, ottiene direttamente il bonus.
Il secondo emendamento porta la firma del senatore Marcello Pera, ex presidente del Senato ed esponente di Fratelli d’Italia. Prevede l’assegnazione del premio al primo turno se una coalizione supera il 48% dei voti in entrambe le Camere. In caso contrario si andrebbe al secondo turno, senza apparentamenti, tra le coalizioni che abbiano superato il 38%. Se soltanto una coalizione oltrepassa quella soglia e arriva al 42%, otterrebbe comunque il bonus di parlamentari. Se nessuna delle condizioni si verifica, si tornerebbe al proporzionale, con il rischio di quello che in maggioranza chiamano lo scenario del «pareggione».
Il nodo della maggioranza risicata
Tra chi lavora al dossier, l’emendamento firmato da Forza Italia viene considerato più «conveniente» rispetto a quello di Pera. La soglia al 38% per accedere al ballottaggio, secondo questa lettura, aggraverebbe un problema già presente anche con il 40%: una coalizione che sommasse il premio di 105 eletti a percentuali così basse rischierebbe di ritrovarsi con una maggioranza parlamentare molto risicata.
La decisione definitiva non è ancora stata presa. Le modifiche verranno votate in aula dalla prossima settimana, non in commissione, quindi c’è ancora margine di trattativa. La Lega resta nettamente contraria al ritorno del ballottaggio. Ieri il tema è stato al centro di un vertice durato quattro ore a casa della premier Giorgia Meloni, a cui hanno partecipato Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi.
Preferenze e norma anti-cespugli
Un punto di accordo tra le forze di maggioranza riguarda invece le preferenze. L’emendamento condiviso, firmato da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Udc, ricalca sostanzialmente il testo Bignami già bocciato a Montecitorio a metà luglio per un solo voto: capolista bloccato e tre preferenze da esprimere con le crocette. Confermata la linea decisa prima della pausa estiva, non ci sarà alcun intervento per riequilibrare l’alternanza di genere tra i capilista. Una novità però c’è: se il capolista è uomo, il secondo nome in lista dovrà essere quello di una donna, e viceversa. Resta però una differenza sostanziale, perché solo il primo posto è blindato, mentre dal secondo in poi i candidati si giocano la partita più incerta delle preferenze.
La maggioranza presenterà inoltre un pacchetto di emendamenti sulla cosiddetta norma anti-cespugli, introdotta alla Camera, che esclude dal conteggio delle coalizioni i voti dei partiti sotto il 3%, con l’eccezione del cosiddetto «miglior perdente». Sono almeno tre le proposte di modifica annunciate dal centrodestra: una per abolire la norma, una per abbassare la soglia al 2% e una terza per portarla all’1%.
Leggi altre notizie di Politica.