MER · 28 ottobre 2026 · CATANIA · 15°C · SERENO
Pubblicità Newsletter Cerca
INFORMAZIONE · E · COMUNICAZIONE

Privatizzazione SAC Catania: dieci ammessi alla fase 2

Su 14 candidature ricevute, dieci operatori italiani e internazionali sono stati ammessi alla seconda fase per cedere almeno il 51% di SAC.

DI REDAZIONE EDIC. · 31 LUGLIO 2026 · ONLINE ALLE 13:26 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
Foto

La corsa per acquistare la maggioranza di SAC, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, si restringe a dieci. La prima fase della procedura di privatizzazione SAC Catania si è chiusa il 31 luglio 2025 con un risultato che supera le aspettative: su 14 manifestazioni di interesse pervenute da operatori italiani e internazionali, dieci hanno superato la verifica documentale e sono stati ammessi alla fase successiva.

Chi sono i dieci operatori selezionati nella privatizzazione SAC Catania

L’elenco dei candidati ammessi fotografa un interesse che va ben oltre i confini europei. Tra i selezionati figurano Corporacion America Airports S.A., colosso argentino con un portafoglio di scali in tre continenti, il gruppo olandese Royal Schiphol Group, Mundys S.p.A., Adani Airport Holdings Limited dalla India e Vinci Airports s.a.s. dalla Francia. Presenti anche operatori del Medio Oriente come Oman Airports Management Company e i fondi infrastrutturali Macquarie European Infrastructure Fund e Mag Overseas Investment Ltd. A completare la lista due realtà italiane: Save S.p.A., che gestisce l’aeroporto di Venezia, e 2I Aeroporti S.p.A.

L’oggetto della cessione è una quota di almeno il 51% del capitale sociale di SAC.

La conferenza stampa alla Camera di Commercio

I risultati sono stati presentati giovedì 31 luglio nella sede della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, alla presenza del sindaco metropolitano di Catania Enrico Trantino, del Commissario Straordinario della Camera Antonio Belcuore, della presidente di SAC Anna Quattrone e dell’amministratore delegato Nico Torrisi.

Trantino ha inquadrato la posta in gioco in termini istituzionali: «Il sistema aeroportuale di Catania e Comiso rappresenta un patrimonio strategico per l’intera Sicilia. L’ampia partecipazione nazionale e internazionale registrata in questa prima fase dimostra la solidità e l’attrattività di un’infrastruttura che può continuare a essere motore di sviluppo, occupazione e competitività. Il nostro compito, come istituzioni, è garantire che questo percorso produca benefici concreti per il territorio, accompagnando una crescita capace di coniugare efficienza, investimenti e interesse pubblico».

Cosa succede adesso

Con la pubblicazione dei nomi degli ammessi prende avvio ufficialmente la seconda fase. I dieci operatori selezionati riceveranno un invito a partecipare alle fasi successive, con modalità e tempi che verranno comunicati nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento.

Quattrone e Torrisi hanno spiegato l’obiettivo: «La conclusione della prima fase rappresenta un passaggio significativo di un percorso che conferma l’elevato interesse manifestato per il nostro sistema aeroportuale e la fiducia nelle sue prospettive di sviluppo. Ora si apre una fase altrettanto importante, nella quale l’obiettivo sarà individuare il partner in grado di presentare il progetto industriale più solido, capace di sostenere gli investimenti necessari a rafforzare la competitività degli aeroporti di Catania e Comiso, preservandone il ruolo strategico per la Sicilia nell’interesse pubblico».

Il ruolo della Camera di Commercio

Belcuore ha tenuto a chiarire che la Camera di Commercio manterrà una funzione di vigilanza sull’intero percorso: «L’esito di questa prima fase conferma che la scelta di avviare una procedura competitiva, aperta e trasparente, è stata quella più corretta per valorizzare un’infrastruttura strategica come il sistema aeroportuale della Sicilia orientale. La Camera di Commercio continuerà a vigilare affinché ogni passaggio si svolga nel pieno rispetto delle procedure e con l’obiettivo di selezionare il partner che offra le maggiori garanzie in termini di capacità industriale, investimenti e ricadute economiche e occupazionali per il territorio. L’obiettivo non è soltanto la cessione di una quota societaria, ma la costruzione di un percorso di crescita duraturo che rafforzi la centralità della Sicilia nei collegamenti nazionali e internazionali».

Gli aeroporti di Catania e Comiso hanno movimentato nel 2024 oltre 12 milioni di passeggeri, con Fontanarossa che si conferma tra i primi dieci scali italiani per traffico. La scelta del nuovo socio di maggioranza avrà ricadute dirette sugli investimenti infrastrutturali previsti nei prossimi anni, tra cui l’ampliamento del terminal di Catania.

Leggi altre notizie di Territorio.

Resta aggiornato Nuovi articoli direttamente nella tua mail.
Hai informazioni su questa notizia? Segnala alla redazione: ogni contributo aiuta il giornalismo locale.
✉ Scrivi alla redazione
← Torna alla home