Mineo, al via i lavori per trasformare Borgo Pietro Lupo in polo turistico
Il borgo razionalista dell’ESA entra nella “Via dei Borghi”: turismo lento, autonomia energetica e sviluppo per le aree interne siciliane.
La cerimonia a Mineo, presenti Sammartino e i vertici ESA
Lunedì mattina a Mineo, in provincia di Catania, è stata posata la prima pietra del cantiere che darà nuova vita a Borgo Pietro Lupo. Alla cerimonia erano presenti l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, il Commissario Straordinario dell’Ente di Sviluppo Agricolo Carlo Turriciano, tecnici dell’ESA e rappresentanti delle istituzioni locali. Il borgo, costruito in stile razionalista e di proprietà dell’ESA, è rimasto a lungo inutilizzato. Ora entra nel programma regionale «Via dei Borghi», che punta a recuperare e connettere i centri rurali storici della Sicilia.
Cosa prevede il progetto di recupero
Gli edifici del borgo saranno riqualificati mantenendo l’impianto architettonico originale. Gli spazi interni cambieranno destinazione d’uso: accoglienza turistica, promozione dei prodotti agroalimentari locali, cultura, formazione e servizi per le comunità dell’entroterra. Uno dei filoni più concreti del progetto riguarda il turismo lento: sentieri escursionistici, ippovie e percorsi cicloturistici collegheranno il borgo alle aree archeologiche e naturalistiche della Sicilia orientale.
Sul fronte energetico, il piano prevede l’installazione di impianti fotovoltaici, geotermici e sistemi a biomasse per portare la struttura all’autosufficienza. Un obiettivo dichiarato, ma che dovrà fare i conti con i tempi e i costi di cantieri di questa portata, ancora non comunicati ufficialmente.
Le parole di Turriciano e Sammartino
Il Commissario Straordinario dell’ESA Carlo Turriciano ha inquadrato l’intervento in una prospettiva più larga: «Con la posa della prima pietra prende avvio un progetto che va ben oltre il recupero di un complesso edilizio. Borgo Pietro Lupo rappresenta una concreta visione di futuro per le aree interne della Sicilia. Restituiamo valore a un luogo simbolo della nostra storia agricola trasformandolo in un motore di sviluppo sostenibile, capace di creare occupazione, attrarre investimenti e generare nuove opportunità per i giovani e per le comunità locali.»
L’assessore Sammartino ha collegato l’iniziativa alla strategia complessiva del governo regionale: «Il recupero dei borghi rurali rappresenta una scelta precisa del Governo regionale. Significa investire nella storia della Sicilia, nelle sue tradizioni e nelle sue comunità, creando allo stesso tempo nuove opportunità economiche. Borgo Pietro Lupo sarà un laboratorio di sviluppo dove turismo, agricoltura, sostenibilità ambientale e innovazione dialogheranno tra loro, contribuendo a contrastare lo spopolamento delle aree interne e a costruire un modello di crescita duraturo e replicabile in tutta l’Isola.»
La «Via dei Borghi»: gli altri cantieri in Sicilia
Borgo Pietro Lupo non è il primo intervento del programma. L’ESA ha già completato il recupero di Borgo Bruca, in provincia di Trapani, e di Borgo Bonsignore, in provincia di Agrigento. I lavori di Borgo Borzellino, nel Palermitano, sono invece in fase di ultimazione. La logica del progetto è quella di una rete: borghi recuperati e collegati tra loro, ciascuno con una propria vocazione turistica o produttiva, distribuiti nelle aree interne dell’Isola dove lo spopolamento pesa da decenni.
Mineo e il suo borgo razionalista entrano così in un disegno più ampio. Se i tempi di cantiere saranno rispettati e le risorse disponibili sufficienti, Borgo Pietro Lupo potrebbe diventare uno dei nodi principali di questa rete nella Sicilia orientale. Per ora, i lavori sono ufficialmente partiti.