L’ASP di Catania presenta i risultati del PNES: 2.309 persone prese in carico, sei ambulatori e tre motorhome per chi non accede alle cure.
L’ASP di Catania presenta i risultati del PNES: 2.309 persone prese in carico, sei ambulatori e tre motorhome per chi non accede alle cure.
La musica dei barconi apre la giornata sulla salute equa
Prima ancora dei dati e degli interventi istituzionali, alla fermata d’arte Fontana della Metropolitana di Catania ha suonato un coro. Gli strumenti erano ricavati dal legno dei barconi dei migranti: il Coro «Il Suono dell’Accoglienza» della Cooperativa sociale Rò La Formichina della Comunità Papa Giovanni XXIII ha aperto la giornata organizzata dall’ASP di Catania il 9 luglio 2025, dal titolo «Ridurre le distanze, garantire il diritto alla salute: ASP, ETS e Mediatori di sistema, una rete per l’accesso alle cure». Voci di persone che hanno attraversato l’accoglienza, la fragilità, e hanno trovato nella musica qualcosa a cui aggrapparsi.
L’evento rientra nel Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES), finanziato con risorse del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), coordinato dall’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il Contrasto delle Malattie della Povertà (INMP).
I numeri di Catania: 2.309 persone, tre motorhome, sei ambulatori
L’ASP di Catania ha presentato i risultati costruiti in questi anni: 2.309 persone prese in carico, oltre mille prestazioni odontoiatriche, sei ambulatori di prossimità attivi sul territorio e tre motorhome che raggiungono chi non riesce ad arrivare ai servizi. A questi si aggiungono sette Enti del Terzo Settore e otto mediatori di sistema che formano la rete locale del programma.
Il modello punta a intercettare i bisogni prima che diventino emergenze, orientare le persone, accompagnarle nel percorso di cura. L’obiettivo dichiarato: abbattere gli ostacoli che tengono lontani dai servizi sanitari chi vive situazioni di fragilità economica, sociale o culturale.
Le voci dei protagonisti: da Laganga Senzio a Camponi
Ad aprire gli interventi il direttore generale dell’ASP di Catania, Giuseppe Laganga Senzio: «C’è una fascia di popolazione che non ha neanche la possibilità di richiedere una prestazione sanitaria, restando fuori dal sistema sanitario. Questo è il grande problema dell’equità della salute e dell’equità di accesso. Quando raccontiamo alle persone quello che facciamo, quello che possiamo fare per loro, rimangono meravigliati e si chiedono: è possibile che questo sia vero e avvenga gratuitamente? Da qui l’importanza delle parole: parliamo di un programma, non di un progetto. E in quanto tale è destinato a durare nel tempo, a condizione che diventi cultura, che entri nel nostro modo di pensare e di essere».
Il direttore generale dell’INMP, Cristiano Camponi, ha legato la salute all’integrazione sociale: «Non c’è integrazione se non c’è la garanzia della salute. Se non si riescono a mettere le basi per una sanità equa, universale e uguale, tutto il resto non verrà mai, non ci sarà mai uno sviluppo sociale. Garantire la salute a tutti i cittadini che, secondo il nostro ordinamento, hanno diritto a una presa in carico diventa anche una questione di ordine e sicurezza pubblica».
La cornice finanziaria del programma l’ha illustrata Giorgio Martinelli, Autorità di Gestione del PNES 2021-2027: «Il programma è finanziato con 625 milioni di euro. È un’innovazione: le risorse sono state affidate al Ministero della Salute come autorità di gestione, che si avvale dell’Istituto Nazionale Migranti e Povertà e delle regioni per attuare gli interventi sui territori. I beneficiari nel 90 per cento dei casi sono le aziende sanitarie». Il programma copre gli anni 2021-2027 ma per le regole comunitarie si chiuderà nel 2029.
Marco Maccari, responsabile dell’Organismo Intermedio per l’Area Contrasto della povertà sanitaria, ha annunciato le prossime novità operative: «Il Programma contiene sette linee di intervento che rafforzano l’accesso ai servizi e riducono le disuguaglianze. Tra queste, gli ambulatori di prossimità e i motorhome, acquistati con fondi europei e destinati a rimanere patrimonio delle aziende sanitarie. Tra le novità, di prossima introduzione le protesi oculistiche e gli apparecchi ortodontici per i minori di 14 anni».
Sofia e i venticinque anni di odontoiatria per i fragili
Tra i momenti più intensi della mattinata, la testimonianza di Sofia, 22 anni, paziente del reparto di Odontoiatria Speciale Riabilitativa dell’ASP di Catania, diretto dal dott. Riccardo Spampinato: «Qui ho conosciuto medici e infermieri straordinari che hanno ascoltato il mio problema e mi hanno aiutata a risolverlo. Mi sono sentita seguita e capita».
Spampinato ha ricordato un impegno che dura da oltre venticinque anni: grazie al PNES sono stati attivati cinque ambulatori territoriali, un’unità mobile, circa 1.005 visite, 111 protesi erogate a persone in condizioni di fragilità. Dietro ogni numero, ha ricordato, c’è qualcuno che ha ricominciato a sorridere.
La rete: istituzioni, Terzo Settore, mediatori di sistema
I lavori, moderati dal dott. Ruggero Sardo, hanno visto la partecipazione della Prefettura di Catania con il capo di gabinetto Laura Pergolizzi, dell’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Catania Serena Spoto, e di numerosi referenti operativi del programma: Salvatrice Riillo, Carmelo Petralia, Loredana Sucato, il prof. Pieremilio Vasta, Mariagrazia Romano e Dino Barbarossa.
I sette Enti del Terzo Settore coinvolti nel programma hanno avuto spazio per presentarsi alla cittadinanza, raccontando i servizi offerti nei territori. A chiudere la giornata, la visita ai motorhome parcheggiati fuori: ambulatori su quattro ruote, pronti a muoversi verso chi ha bisogno.