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Palermo canta con Jovanotti, due sere di festa all’Ippodromo

Due serate all’Ippodromo, migliaia di persone e ospiti come Carmen Consoli e Lello Analfino per il ritorno di Jovanotti a Palermo.

DI REDAZIONE EDIC. · 31 AGOSTO 2026 · AGGIORNATO ALLE 15:53 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA

Due sere, due Ippodromi pieni, e Jovanotti Palermo che chiude il suo doppio appuntamento con l’Arca di Loré. Dopo la data di sabato, il cantante è tornato sul palco per la seconda serata consecutiva, davanti a migliaia di persone arrivate per un artista in città.

La dedica a Palermo e alle stragi del 1992

Al termine della prima data, Lorenzo aveva salutato il pubblico con parole di entusiasmo, «Palermo, wow, che festa», raccontando anche di aver dedicato un pensiero al Castello Utveggio, visibile dalla stanza dell’hotel dove alloggiava. Il momento più intenso della serata era stato però l’omaggio alle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio. «Il 1992 mi ha cambiato» aveva detto dal palco, aggiungendo che il senso di legalità mostrato dai palermitani dopo le stragi lo aveva fatto sentire, in quei mesi, uno di loro. A quel ricordo aveva legato l’esecuzione di «Mi fido di te».

Ospiti sul palco: da Analfino a Carmen Consoli

La seconda giornata è partita nel pomeriggio con un lungo susseguirsi di artisti. Sul palco si sono alternati Lello Analfino, Mario Venuti, Jimmy Sax, Venerus, Ana Carla Maza e i Tarantolati di Tricarico. Non sono mancati gli scambi ironici tra Jovanotti e Analfino, che si è definito «un minchiataro» ricevendo la pronta risposta di Lorenzo, «Anche io», tra le risate del pubblico. Nel pomeriggio Jovanotti ha anche imbracciato la chitarra per eseguire «Pieno di vita».

Il momento più atteso è arrivato con Carmen Consoli, che ha portato sul palco «Parrucchiera» e ha duettato con Jovanotti in «L’ultimo bacio», in un incontro tra due mondi musicali distanti ma capaci di dialogare.

Lo show di Jovanotti: dagli esordi a “Bella”

Alle 21 è salito sul palco Jovanotti, sempre in movimento, con il pubblico coinvolto come parte integrante dello spettacolo. Il concerto ha ripercorso l’intera carriera dell’artista, dagli esordi di «Gimme Five» fino ai brani più recenti, passando per «Mi fido di te», «Bella», «I love you baby», «Estate addosso» e «Ti porto via con me».

Sul palco una band solida ha accompagnato ogni cambio di ritmo. Saturnino al basso e Adriano Viterbini alla chitarra hanno guidato una formazione capace di passare dal funk al soul, dal rock all’elettronica, dal rap ai ritmi africani, con una scioltezza che appartiene ormai al linguaggio musicale di Jovanotti.

Il finale, tra “Ciao mamma” e “A te”

Sono arrivate poi le canzoni più attese dal pubblico, «Oh, vita!», «Una tribù che balla» e «Ciao mamma», cantate a memoria da un Ippodromo che non ha avuto bisogno di essere invitato a intonarle. Il finale ha trasformato l’area concerti in una festa collettiva. «Il più grande spettacolo dopo il Big Bang» ha aperto la fase conclusiva, «L’ombelico del mondo» ha acceso una sorta di discoteca all’aperto, «Ragazzo fortunato» è arrivata a suggellare le due serate prima della chiusura con «A te».

Jovanotti aveva raccontato nei giorni scorsi di essersi divertito moltissimo e di aver trovato a Palermo un pubblico pronto a farsi coinvolgere, parlando apertamente della gioia di essere tornato a suonare in Sicilia dopo tanto tempo. A tredici anni dall’ultima volta, la città ha risposto con due sere di concerto tutte esaurite.

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