Formazione professionale ODA Catania: 16 licenziamenti
Chiude l’ODA di Catania: 16 dipendenti licenziati entro luglio 2026, senza stipendio da 17 mesi e con il TFR mai versato.
La formazione professionale ODA Catania chiude definitivamente. Entro la fine di luglio 2026, tutti i 16 dipendenti ancora in organico dell’Opera Diocesana Assistenza saranno licenziati. A rendere pubblica la notizia sono gli stessi lavoratori, con un comunicato che descrive «un vero e proprio dramma umano, consumato nel silenzio assordante delle istituzioni e dei vertici ecclesiastici».
Formazione professionale ODA Catania: 17 mesi senza stipendio
I lavoratori della formazione professionale dell’Oda non percepiscono lo stipendio da 17 mesi. Dal gennaio 2026, l’ente ha smesso anche di versare i contributi previdenziali. Una situazione che si trascina da oltre un anno e mezzo, in silenzio, senza che arrivasse alcuna risposta concreta dalla direzione o dall’arcidiocesi.
A pesare ulteriormente sulla vicenda c’è il mancato pagamento del TFR agli ex dipendenti dimessisi da oltre un anno. «Soldi liquidati sulla carta, ma mai versati, che lasciano intere famiglie senza paracadute economico e senza dignità», scrivono i lavoratori. «Il tfr non è un regalo, ma il frutto di anni di sacrifici e dedizione».
L’accusa all’arcivescovo Renna: «Nessuna parola per noi»
Nel comunicato c’è un passaggio diretto nei confronti di monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania. I lavoratori gli rimproverano di essersi speso pubblicamente per altre vertenze lavorative sul territorio, senza mai citare i dipendenti della sua stessa fondazione.
«In questi giorni di profonda crisi, l’attenzione dell’arcivescovo, monsignor Renna, è apparsa totalmente assorbita da altre vertenze del territorio, come quella della Pfizer, verso i cui lavoratori ha espresso massima e legittima solidarietà. Nessun accenno, nessuna parola di conforto, invece, è stata spesa per i 16 dipendenti della sua fondazione».
La cessione del ramo sanitario e i trasferimenti arbitrari
Un’altra contestazione riguarda quanto accaduto durante la cessione del ramo sanitario dell’Oda. Secondo i lavoratori, alcuni colleghi della formazione professionale sarebbero stati fatti passare al nuovo soggetto gestore in modo irregolare: «durante la cessione del ramo sanitario dell’Oda, alcuni lavoratori della formazione sono stati fatti transitare nel nuovo corso in modo del tutto arbitrario, senza alcun bando pubblico e senza criteri trasparenti».
Una selezione, denunciano, avvenuta fuori da qualsiasi procedura trasparente, mentre chi è rimasto nella formazione si trova ora a fare i conti con la chiusura definitiva e senza certezze sul proprio futuro economico.
Istituzioni assenti, secondo i dipendenti
Il comunicato si chiude con un appello alle istituzioni locali, accusate di non aver ancora preso posizione sulla vicenda. I 16 dipendenti dell’Oda formazione chiedono che la loro situazione venga riconosciuta pubblicamente e che si trovino soluzioni concrete prima che i licenziamenti diventino definitivi, entro l’estate del prossimo anno.
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