Formazione professionale Sicilia: 244 corsi al click day
Chiusa la piattaforma regionale: i percorsi censiti sono 56 in meno dei 300 attesi. Sindacati e datoriali protestano, Turano risponde.
Mimmo Turano
Formazione professionale Sicilia: 244 corsi registrati, 56 in meno del previsto
La piattaforma regionale della formazione professionale Sicilia si è chiusa ieri pomeriggio dopo cinque giorni di click day. Il risultato: 244 corsi censiti per il nuovo anno scolastico, un numero sensibilmente inferiore alle 300 classi preventivate dall’assessorato all’Istruzione e persino alle 260 contemplate nell’Avviso 33, il bando che nei mesi scorsi aveva alimentato una lunga stagione di polemiche.
Quei 56 corsi mancanti all’appello sono ora al centro di un nuovo scontro tra sindacati, enti datoriali e la Regione Siciliana. E riaprono una ferita che sembrava sanata.
La storia del bando revocato e poi ripristinato
Per capire dove si è arrivati, bisogna tornare a luglio. L’assessore Mimmo Turano aveva revocato l’Avviso 33 per alzare la quota di percorsi finanziabili da 260 a 300, sulla base di una stima del fabbisogno elaborata da una singola associazione del settore. Le altre sigle avevano protestato, temendo di non avere risorse sufficienti per garantire le quarte annualità. Era intervenuto il governatore Renato Schifani per rimettere in piedi il vecchio avviso e scongiurare ritardi nell’avvio delle lezioni. Una revoca della revoca, appunto, che all’epoca aveva fatto storcere il naso a molti.
Ora i numeri reali del click day rimettono tutto in discussione. Perché se il sistema aveva dichiarato di aver bisogno di 300 corsi e ne ha attivati 244, qualcosa non ha funzionato nella valutazione del fabbisogno.
Sindacati all’attacco: «Criteri chiari sulle associazioni datoriali»
Claudio Parasporo, segretario della UIL Scuola Sicilia, dice che il dato «impone una riflessione seria sull’attuale sistema». Più diretto il collega Antonino Panzica, responsabile dello stesso sindacato con delega alla Formazione: «è necessario che l’assessore Turano definisca criteri chiari e oggettivi per la rappresentatività delle organizzazioni datoriali del comparto», perché «non è più tollerabile che una sola associazione incida sulle regole degli avvisi pubblici».
Il riferimento è alla vicenda di luglio, quando una singola sigla aveva convinto l’assessorato a modificare il bando. I datoriali
Gli enti datoriali, in una nota congiunta, chiedono di chiudere la partita con i conti in chiaro. Toni Marfia, presidente di Federterziario, pur riconoscendo apprezzamento per il ripristino dell’Avviso 33, ricorda di aver «contestato fin dall’inizio la richiesta di ritiro del bando avanzata da una singola associazione, ritenendola ingiustificata sia nel metodo che nel merito». E aggiunge che «la richiesta di incrementare i percorsi finanziabili da 260 a 300 non trovasse riscontro nel reale fabbisogno del sistema e che avrebbe comportato la necessità di reperire ulteriori risorse sottraendole a misure già programmate».
Assofor respinge le accuse
L’assessore risponde con parole molto dure. «Sono basito», scrive Turano, «non solo perché l’amministrazione, che ha scelto nell’esclusivo interesse dei ragazzi di revocare l’Avviso, è stata tratta in inganno, ma soprattutto perché è stata costretta a rincorrere chi non rappresenta con professionalità e scrupolosa attenzione la propria categoria, col rischio di compromettere il regolare avvio delle lezioni».
La sigla nel mirino, la Assofor, si dice dispiaciuta «per dover registrare, in un momento di così intenso impegno, provocazioni e tentativi di delegittimazione». Dichiara di aver accettato, «come abbiamo sempre fatto, tutte le decisioni che sono state adottate, con profonda stima e rispetto le istituzioni interessate».
Nel frattempo la situazione resta parzialmente in sospeso. Su circa una cinquantina dei 244 corsi registrati pende ancora una procedura di revoca aperta dall’assessorato, ancora tutta da definire. La graduatoria definitiva è attesa per fine mese.
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