Rinnovo contrattuale enti locali, firma oggi con aumento del 5,4%
Firmato il contratto enti locali 2025-2027: aumento medio di 150 euro lordi mensili, arretrati da 1.136 euro e nuove regole sull’IA.
Contratto enti locali 2025-2027: oggi la firma
Oggi è il giorno della firma per il contratto enti locali 2025-2027. L’ultima bozza, inviata nei giorni scorsi dall’Aran ai sindacati, ha convinto tutti, compresa la Fp Cgil, che al precedente rinnovo non aveva aderito. La differenza rispetto al triennio precedente è sostanziale: l’aumento del 5,4% supera questa volta l’inflazione programmata, un dato che in passato aveva rappresentato il principale punto di attrito.
L’aumento medio a regime è di 150 euro lordi mensili. Per i dipendenti dei Comuni, grazie a risorse aggiuntive legate al fondo istituito dalla precedente legge di Bilancio, la media arriverà a 152 euro. Per gli altri enti locali, Regioni, Province, Città metropolitane e Camere di commercio, ci si ferma a 141 euro. A queste cifre si aggiungono gli arretrati: calcolati fino a ottobre 2026, ammontano a 1.136 euro per ogni lavoratore.
La nuova indennità di comparto e il nodo del divario salariale
Una delle novità più attese è la nuova indennità di comparto. Il fondo stanzia 50 milioni di euro per il 2027 e 100 milioni a decorrere dal 2028. Tecnicamente il fondo copre solo i Comuni, dove lavora l’80% dei dipendenti degli enti locali, ma l’intesa raggiunta permette di estendere l’indennità anche agli altri enti, redistribuendo una quota delle risorse già stanziate per il rinnovo.
Il divario salariale tra dipendenti statali e locali resta però un problema aperto: sfiora il 30% e ha cominciato a pesare in modo concreto. Nel 2024, per la prima volta, le uscite per dimissioni volontarie hanno superato quelle per pensionamento. Un segnale che il tema della competitività salariale nel pubblico impiego locale non può essere rinviato ulteriormente.
Intelligenza artificiale, ferie e dialogo con i sindacati
Il contratto introduce per la prima volta, come già avvenuto per ministeri e agenzie statali, una regolamentazione dell’uso dell’intelligenza artificiale sul posto di lavoro. La bozza stabilisce che l’IA «non può dar luogo a decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente, senza un appropriato e congruo intervento umano». I lavoratori hanno diritto di conoscere «in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi di IA che incidano sulla valutazione della prestazione» o su altri aspetti rilevanti del rapporto di lavoro.
Sul versante delle relazioni sindacali, vengono istituiti un organismo paritetico per l’innovazione, che si dovrà riunire almeno due volte l’anno, e un osservatorio paritetico di comparto, «sede di confronto su tematiche contrattuali che assumano una rilevanza generale, anche al fine di prevenire il rischio di contenzioni generalizzati».
Arrivano poi le ferie e i riposi solidali: i dipendenti potranno cedere i propri giorni ai colleghi che ne hanno bisogno. Più spazio anche alla formazione, con la creazione di un sistema integrato di valorizzazione delle competenze.
Indennità di turno nelle ferie: recepite le sentenze europee
Un altro cambiamento rilevante riguarda le indennità di turno durante le ferie. L’articolo 30 della bozza recepisce le sentenze della Corte di Giustizia europea e della Cassazione, che impongono il pagamento delle indennità di turno anche nei periodi di ferie. Fino ad ora la prassi nella pubblica amministrazione era di corrispondere solo lo stipendio base. Con il nuovo contratto scatta l’obbligo di erogare anche un’indennità giornaliera commisurata all’indennità di turno, un cambiamento che inciderà in modo concreto sulle buste paga di migliaia di lavoratori.
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