Il Governo annuncia misure mirate sul caro carburanti entro fine settembre
Il ministro Pichetto Fratin frena sui tempi: servono 25 giorni per verificare la compatibilità con l’Ue. Diesel e benzina sui massimi da mesi.
L’aumento prezzo carburanti continua senza sosta e per gli aiuti del Governo, stavolta «mirati» e non più generalizzati, bisognerà attendere ancora. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a Cernobbio: «Gli uffici stanno lavorando, 25 giorni potrebbero essere sufficienti per trovare una soluzione».
L’aumento prezzo carburanti e i tempi del Governo
Il ministro ha spiegato che la difficoltà nasce dal fatto che l’esecutivo lavora anche sul fronte dello scostamento di bilancio, e che la verifica di compatibilità delle misure va fatta anche in rapporto tecnico con l’Unione Europea. «Siamo al 5 settembre, 25 giorni dovrebbero bastare», ha aggiunto, smontando di fatto l’ipotesi che gli aiuti potessero arrivare già per il 10 settembre, data in cui scadrà l’ultima proroga del taglio delle accise sul gasolio prevista dall’ultimo decreto interministeriale.
Diesel e benzina ai massimi
Il diesel in modalità self ha raggiunto in media 2,164 euro al litro, e sale a 2,237 euro in autostrada. La benzina, che non beneficia più di alcuna misura di taglio, ha toccato 2,052 euro al litro e 2,138 euro in autostrada. Un mese fa, il 5 agosto, i prezzi sulla rete stradale erano più bassi di 5,5 centesimi per la benzina (1,997 euro al litro) e di 6,7 centesimi per il gasolio (2,097 euro al litro).
Secondo il Codacons, «con una media di 2,138 euro al litro in autostrada la benzina supera il secondo prezzo medio più alto di sempre raggiunto nella settimana del 21 marzo 2022 quando un litro di verde costava 2,137 euro al litro, e si avvicina sempre di più al record storico italiano di 2,184 euro al litro toccato il 14 marzo 2022». Sul gasolio l’associazione dei consumatori calcola che «il rincaro dal primo luglio sulla rete ordinaria è stato pari a 28 centesimi al litro nonostante il taglio delle accise», un aumento che ha di fatto assorbito i 17 centesimi di sconto deciso dal Governo, lasciando ai consumatori «un aggravio di spesa di 14 euro a pieno».
Le misure allo studio: aiuti mirati, non più tagli generalizzati
Il prossimo decreto energia, come anticipato dalla premier Giorgia Meloni, non prevederà più tagli generalizzati alle accise ma interventi «mirati». Da marzo, dall’inizio della crisi dello Stretto di Hormuz, gli interventi decisi dal Governo sulle accise sono stati sette, per un costo complessivo di oltre 2 miliardi di euro.
Per finanziare l’ultima proroga del taglio sul gasolio, scaduta ieri, l’esecutivo aveva fatto ricorso a un anticipo sulle tasse sui dividendi delle società energetiche, per circa 130 milioni di euro. La prossima proroga sarà invece coperta con il meccanismo delle «accise mobili», cioè l’extragettito Iva che lo Stato incassa quando i prezzi salgono e che viene utilizzato per ridurre temporaneamente l’accisa.
Ipotesi extraprofitti e il nodo della maggioranza
Il nuovo decreto dovrebbe arrivare a fine settembre o inizio ottobre e punterebbe a misure rivolte alle famiglie con redditi più bassi e alle categorie professionali più colpite dai rincari. Tra le ipotesi per finanziare gli interventi, i tecnici valutano una tassazione sugli extraprofitti delle società di raffinazione, saliti nel frattempo in maniera consistente. L’idea, però, trova ancora contraria una parte della maggioranza di Governo.
In attesa di una soluzione definitiva, l’Adusbef, l’organizzazione dei consumatori specializzata nei servizi bancari, ricorda che il Cipe, in presenza di una situazione di emergenza nazionale come quella attuale, consentirebbe al Governo di valutare anche un ritorno temporaneo ai prezzi amministrati dei carburanti.
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