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Catania: Vendita SAC, MPA denuncia il silenzio del sindaco

MPA-Grande Catania chiede una relazione urgente al sindaco sulla dismissione delle quote SAC e sul rispetto dell’atto di indirizzo approvato dal Consiglio comunale.

DI REDAZIONE EDIC. · 31 LUGLIO 2026 · AGGIORNATO ALLE 07:07 · ⏱ 3 MINUTI DI LETTURA
I consiglieri Latino, Nicotra e Brucchieri

Catania: i consiglieri Latino, Nicotra e Brucchieri

La vendita SAC Catania torna a far discutere. Il gruppo consiliare MPA-Grande Catania ha preso posizione con forza sulla procedura di dismissione delle quote della società aeroportuale, denunciando il silenzio del sindaco dopo la sua partecipazione ai lavori della competente commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana. Per i consiglieri Bruno Brucchieri, Simona Latino e Giuseppe Nicotra, quell’audizione avrebbe dovuto essere seguita da un’immediata informativa al Consiglio comunale. Non è successo.

Vendita SAC Catania: il Consiglio lasciato all’oscuro

Il punto contestato è preciso: il sindaco ha partecipato alla commissione ARS, ma il Consiglio comunale non ha ricevuto alcuna comunicazione su quanto è emerso, né sugli orientamenti assunti dall’Amministrazione. I tre consiglieri lo mettono nero su bianco: «considerata l’importanza della procedura di dismissione delle quote della società aeroportuale, la presenza del primo cittadino in Commissione Ars avrebbe dovuto essere seguita da un’immediata informativa istituzionale al Consiglio comunale. L’aula, invece, non ha ricevuto alcuna comunicazione sull’esito dell’audizione, sui contenuti illustrati e sugli orientamenti assunti dall’Amministrazione».

«Parliamo di una società strategica per il sistema aeroportuale della Sicilia orientale e per il futuro economico della città», aggiunge il capogruppo Brucchieri, che non usa mezze misure: «Il fatto che il sindaco abbia partecipato alla Commissione Ars rende ancora più evidente la necessità di riferire tempestivamente al Consiglio comunale. Il silenzio successivo all’audizione è certamente grave, ma riteniamo ancora più grave il mancato rispetto dell’atto di indirizzo approvato dal Consiglio, che impegnava l’Amministrazione a fornire risposte puntuali e documentate».

L’atto di indirizzo ignorato: le prerogative del Consiglio

Il nodo politico è anche un nodo istituzionale. Il Consiglio comunale aveva approvato un atto di indirizzo che vincolava l’Amministrazione a rispondere con precisione a una serie di quesiti sulla vendita della SAC. Quelle risposte non sono mai arrivate. La vicecapogruppo Simona Latino inquadra la questione: «La questione non riguarda soltanto la vendita della SAC, ma anche il rispetto delle prerogative del Consiglio comunale». E aggiunge: «Ignorare un atto approvato dall’assemblea significa mortificare le funzioni di indirizzo e controllo attribuite ai consiglieri. Restano senza risposta interrogativi essenziali sul percorso amministrativo seguito, sui criteri di valutazione economica, sulle garanzie poste a tutela dell’interesse pubblico e sulle ricadute per il territorio».

Nicotra: «Nessuna opacità accettabile»

Sul punto interviene anche il neoconsigliere Giuseppe Nicotra, che richiama la necessità di ristabilire un rapporto corretto tra Amministrazione e assemblea elettiva. «Su una procedura di tale rilevanza non è accettabile alcuna opacità», taglia corto. «Il rispetto della trasparenza, della leale collaborazione istituzionale e degli atti approvati dal Consiglio comunale rappresenta una condizione imprescindibile per qualsiasi scelta riguardante partecipazioni societarie strategiche».

Le richieste del gruppo MPA-Grande Catania

Il gruppo consiliare ha formalizzato una serie di richieste precise all’Amministrazione: una relazione urgente del sindaco sullo stato della procedura di vendita e sui contenuti dell’audizione svolta presso la commissione ARS; risposte puntuali a tutti i quesiti contenuti nell’atto di indirizzo già approvato; il deposito degli atti amministrativi e della documentazione rilevante; chiarimenti sulle ragioni del mancato aggiornamento al Consiglio dopo l’audizione. «Continueremo a esercitare con determinazione il nostro ruolo di controllo, affinché il Consiglio sia posto nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio mandato nell’interesse esclusivo della città di Catania», concludono i tre consiglieri.

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