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Il governatore evita lo scontro diretto: scrive al prefetto sul caso Burgio

Schifani segnala al prefetto di Caltanissetta il terzo mandato illegale di Burgio, evitando la rimozione diretta tra Lega e Mpa. (130 car.)

DI REDAZIONE EDIC. · 5 AGOSTO 2026 · AGGIORNATO ALLE 08:28 · ⏱ 2 MINUTI DI LETTURA
Leonardo Burgio

Leonardo Burgio

Caso Burgio Schifani: il governatore scrive al prefetto e non decide da solo

Il caso Burgio Schifani entra in una nuova fase. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha scelto la via diplomatica per affrontare la vicenda del sindaco di Serradifalco, Leonardo Burgio, eletto al terzo mandato nonostante la legge lo vieti espressamente. Invece di disporre personalmente la rimozione, Schifani ha scritto al prefetto di Caltanissetta, Licia Donatella Messina, segnalando la violazione e chiedendo quali misure intenda adottare.

Una mossa calibrata, che gli evita di esporsi direttamente in uno scontro che divide due alleati di governo: la Lega di Luca Sammartino e Nino Germanà, che su Burgio punta con forza, e l’Mpa di Raffaele Lombardo, schierata invece per la rimozione del sindaco.

La lettera al prefetto: «Fin dalla candidatura è avvenuta una violazione»

Nella lettera, Schifani ha scritto che «la legge vieta il terzo mandato» e che «fin dall’atto della candidatura di Burgio è avvenuta una violazione delle norme». Il presidente ha poi richiamato il decreto legislativo 267 del 2000, articolo 70, che assegna proprio al prefetto la potestà di intervenire in questi casi. La lettera si chiude con la richiesta di conoscere le decisioni che il prefetto Messina assumerà.

In questo modo Schifani certifica l’ineleggibilità di Burgio senza però agire direttamente, lasciando al rappresentante dello Stato la responsabilità del passo formale.

La Lega esulta, l’Mpa insiste sulla rimozione

Le due forze politiche hanno letto la lettera in modo opposto. In casa Lega, i vertici hanno sottolineato che Schifani aveva il potere di far cadere il sindaco e non lo ha esercitato: un segnale interpretato come una salvaguardia per Burgio, a cui verrebbe così allungata la vita politica.

L’Mpa aveva già mosso le sue pedine: l’assessore regionale agli Enti Locali, Elisa Ingala, aveva scritto sia a Schifani che al prefetto per chiedere la rimozione. E nelle settimane precedenti il partito aveva condotto una campagna politica e mediatica, riuscendo a spingere vari sindaci a schierarsi apertamente contro Burgio, spaccando di fatto l’Anci siciliana, che la Lega aveva invece mobilitato in sua difesa.

Burgio non molla: punta sulla norma nazionale

Il sindaco di Serradifalco, non ha alcuna intenzione di lasciare l’incarico. Forte della copertura dei vertici leghisti, sta portando avanti la tesi che la norma nazionale consentirebbe il terzo mandato nei Comuni tra 5.000 e 15.000 abitanti. Argomento debole sul piano siciliano: una norma analoga è già stata bocciata per due volte dall’Ars.

Ora la parola passa al prefetto di Caltanissetta. La sua risposta determinerà se il caso si chiuderà rapidamente o si trascinerà ancora tra ricorsi e tensioni nella maggioranza di centrodestra.

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