Relazione governo Schifani Sicilia: dai conti in rosso all’avanzo
Schifani presenta all’Ars i risultati di quasi quattro anni: conti risanati, PIL +18,9%, rating promossi e turismo a 23 milioni di presenze.
La relazione governo Schifani Sicilia è arrivata oggi all’Assemblea regionale siciliana: il presidente Renato Schifani ha illustrato i risultati di quasi quattro anni di legislatura, con un messaggio centrale netto. La Regione Siciliana è in condizioni finanziarie migliori rispetto a quelle ereditate nel 2022.
«Quando ci siamo insediati abbiamo trovato una Regione che, con il precedente governo, aveva avviato un percorso di risanamento ma che restava ancora gravata da un disavanzo di oltre 4 miliardi di euro, con un ciclo dei rendiconti fermo da anni e una credibilità finanziaria indebolita nei confronti dello Stato, dei mercati e degli investitori. Oggi possiamo consegnare ai siciliani una Regione più solida di quella che abbiamo ereditato».
Relazione governo Schifani Sicilia: i conti risanati
Dalla relazione emerge un quadro finanziario radicalmente cambiato. Il disavanzo iniziale di oltre 4 miliardi di euro si è trasformato in un avanzo di amministrazione superiore ai 5 miliardi, con il rendiconto 2024 chiuso a +2,1 miliardi. Le entrate tributarie sono cresciute di circa 5 miliardi in tre anni, senza aumenti della pressione fiscale.
I mercati finanziari hanno registrato il cambiamento. Moody’s ha alzato il rating della Sicilia da Ba1 a Baa2, S&P da BBB- a BBB+, mentre Fitch ha confermato BBB migliorando l’outlook a positivo. Numeri che, secondo Schifani, hanno sbloccato investimenti e reso possibili le politiche successive.
PIL, occupazione e attrattività per le imprese
Sul piano economico, la crescita della Sicilia ha superato la media nazionale per tutto il periodo considerato, con un incremento complessivo del PIL, negli ultimi cinque anni, del 18,9%. Lo studio Ambrosetti colloca l’Isola al primo posto in Italia per crescita dei posti di lavoro tra il 2019 e il 2024, con un aumento del +5,6%. Le stime parlano di 467 mila nuovi occupati entro il 2030, sostenuti da oltre 126 miliardi di investimenti previsti.
Per le imprese sono stati mobilitati oltre 2,3 miliardi di euro attraverso risorse europee, nazionali e regionali, in gran parte veicolati da Irfis, trasformata in istituzione finanziaria per lo sviluppo. Due le misure principali: Ripresa Sicilia (202 progetti per 340 milioni) e Fare Impresa in Sicilia (1.087 domande per oltre 204 milioni). La riforma della Commissione tecnico-specialistica per le autorizzazioni ambientali, dal 2023 a oggi, ha rilasciato circa 4.000 pareri per investimenti superiori a 110 miliardi.
Rifiuti, acqua e grandi infrastrutture
Tra i capitoli più attesi della relazione, la riforma del ciclo dei rifiuti. Schifani, che ne è stato anche commissario straordinario, ha illustrato il via libera ai due termovalorizzatori di Palermo e Catania: 1,5 miliardi stanziati, di cui 800 milioni destinati direttamente agli impianti. Saranno tra i più avanzati d’Europa per emissioni, porteranno il recupero di materia al 65%, ridurranno il conferimento in discarica al 10% e produrranno energia per circa 174 mila famiglie. Il risparmio stimato, eliminando il trasferimento dei rifiuti fuori dall’Isola, è di circa 100 milioni l’anno.
Sul fronte idrico, la Regione ha investito oltre 280 milioni di euro per recupero di pozzi e sorgenti, manutenzione delle reti e riduzione delle perdite, con un recupero di oltre 2.300 litri d’acqua al secondo. Riattivati gli impianti di dissalazione di Gela, Porto Empedocle e Trapani, avviato il percorso per nuovi impianti nell’area metropolitana di Palermo. Per Agrigento, la Regione ha finanziato con 30 milioni il rifacimento della rete idrica.
Turismo, assunzioni e fondi europei
Nel 2025 la Sicilia ha superato i 23 milioni di presenze turistiche, con oltre la metà rappresentata da stranieri. La crescita riguarda anche i mesi di bassa stagione e le aree interne. Tra i prossimi interventi, gli investimenti per la riapertura delle Terme di Sciacca e Acireale.
Sul fronte del personale, dopo oltre vent’anni di blocco del turn over, oltre 1.300 nuovi dipendenti sono già entrati in servizio e altri 2.600 saranno assunti nei prossimi anni. Si aggiungono 724 nuove assunzioni tra funzionari e dirigenti. Stabilizzati circa 1.800 lavoratori ex Pip e circa 250 ex Asu dei Beni culturali. Sul fronte dei fondi europei, il Programma FESR 2014-2020 è stato chiuso integralmente con quasi 3,5 miliardi certificati, mentre il nuovo Accordo per la coesione assegna alla Sicilia 4,9 miliardi, già con 744 milioni di impegni e 278 milioni di pagamenti su oltre 150 interventi.
«Il lavoro intrapreso non è concluso e va completato, ma la direzione è stata tracciata. Il governo continuerà a operare con un solo obiettivo: consegnare ai siciliani una Regione più moderna, più competitiva, più forte, più giusta».
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