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Opposizione Schifani relazione Ars: «Isola che non c’è»

L’opposizione compatta all’Ars attacca Schifani su sanità, legalità e qualità della vita. M5S, Pd, Controcorrente e Sud chiama Nord concordi.

DI REDAZIONE EDIC. · 21 LUGLIO 2026 · ONLINE ALLE 22:07 · ⏱ 5 MINUTI DI LETTURA
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Opposizione Schifani relazione Ars: «Parla di una Sicilia che non esiste»

L’opposizione Schifani relazione Ars si è presentata compatta: Controcorrente, M5S, Pd e Sud chiama Nord hanno risposto all’intervento del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani con una critica serrata, ciascuno dal proprio angolo, ma con un filo comune – la relazione di governo dipinge un’isola che non corrisponde alla realtà quotidiana dei siciliani.

Il più duro è stato Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente. «Abbiamo sentito una relazione di Schifani lunga e che parla di una Sicilia che non esiste. Oggi abbiamo avuto l’impressione che Schifani è un Peter Pan, uno che vive in un’Isola che appunto non c’è. Ha toccato punti critici e ci ha trattato proprio come i bimbi sperduti, gente pronta a credere ad ogni sua parola. Ma la verità è un’altra, per questo abbiamo portato in aula non parole come ha fatto lui ma dati e fatti che hanno smontato punto per punto. Chiaramente il presidente non è lucido, perché uno che dice che la Sicilia va a gonfie vele vuol dire solo che non ha più il giusto distacco tra la sua poltrona e la realtà che vivono tutti i siciliani quotidianamente. Una relazione che non guarda alla sanità e che Agenas ci dà come fanalino di coda per le liste d’attesa. Che non parla di differenziata, nonostante le due città principali sono maglia nera per la differenziata. Non ha neanche ricordato a questo Parlamento che un altro dei suoi si è dimesso perché agli arresti domiciliari e non ha neanche detto che il Sole24Ore dice che la Sicilia è in fondo per qualità di vita. Ma per lui va tutto benissimo e questo è il dato veramente preoccupante e che ci fa capire che il suo governo è al capolinea. Uno che non è lucido non può fare altro che dimettersi perché qui c’è di mezzo il futuro di tutti i siciliani, che non meritano di essere presi in giro da un presidente così.»

Il M5S: nessuna riforma strutturale in quattro anni

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca, ha sintetizzato con una battuta secca: «La Sicilia funziona solo nella relazione di Schifani, in realtà è un disastro.» Poi è andato nel dettaglio. «In quasi quattro anni il governo non ha saputo varare una sola riforma strutturale. Non per mancanza di tempo, ma per colpa di una maggioranza tenuta insieme dalla somma dei voti e non da una visione condivisa della Sicilia. Lo dimostra anche il rinvio delle variazioni di bilancio, deciso perché il governo temeva di non reggere il confronto in Aula.»

Sul fronte sanitario, De Luca ha ricordato la posizione della Sicilia sui Livelli essenziali di assistenza (LEA): tra le ultime regioni italiane, con liste d’attesa che «rimangono vive e vegete» e direttori generali delle Asp ancora al proprio posto nonostante gli impegni del presidente. Ha denunciato anche i «vergognosi» ritardi negli screening neonatali per la SMA, con possibili conseguenze per i bambini che avrebbero dovuto ricevere il test in tempo. Il gruppo ha ribadito la richiesta di discutere la mozione di censura contro l’assessora al Turismo Amata: «Continuiamo a chiedere la discussione della nostra mozione di censura nei confronti dell’assessora Amata, perché oltre agli aspetti giudiziari esiste una questione di opportunità politica ed etica.»

Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del M5S, ha lanciato un avvertimento all’intera coalizione alternativa: «Le forze alternative al centrodestra devono essere compatte per dare un futuro ai siciliani. In caso contrario, saremo complici del centrodestra, facendo il gioco di un presidente della regione come Schifani.»

Il Pd: «Maggioranza liquefatta», tema legalità

Il Pd ha puntato il dito sulla tenuta interna del centrodestra. Il capogruppo all’Ars Michele Catanzaro ha ricordato che la maggioranza è andata sotto nel voto sul Defr in commissione: «Dopo quattro anni di legislatura e dopo l’intervento in aula del presidente Schifani sull’attuazione del programma, possiamo dire che la maggioranza è liquefatta e ogni provvedimento è ormai condizionato da veti incrociati tutti interni al centrodestra.» Sul capitolo legalità, Catanzaro ha parlato di un modello emerso dalle indagini: «Quanto al tema della legalità, con un lungo elenco di esponenti politici legati a questo governo finiti al centro di indagini, è emerso un modello di utilizzo del potere basato su pressioni e interessi particolari.» Quanto al bilancio: «Il ‘risanamento finanziario’ è la vera propaganda del presidente della Regione. Nessuno mette in dubbio l’azione di risanamento che è stata intrapresa, ma governare significa ben altro che tenere i conti in ordine.»

Cateno De Luca: «Reo confesso», leggi nei cassetti e Super Zes ferma

Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, ha definito Schifani un «reo confesso» per aver evitato i temi più scomodi. Ha citato la mancata attuazione della maggior parte delle leggi approvate dall’Ars, la Super Zes siciliana rimasta inattuata e l’assenza di risposta agli atti di indirizzo votati dal Parlamento: «Ha evitato di affrontare i temi più scomodi: dalla non attuazione della maggior parte delle leggi approvate dall’Ars alla mancata attuazione della Super Zes siciliana, nata grazie a un nostro intervento nell’ultima legge di stabilità. Nessun riferimento alle numerose norme rimaste nei cassetti del suo governo, così come nessuna risposta agli atti di indirizzo votati dal Parlamento. Ha persino ignorato il dovere istituzionale di chiedere scusa per aver violato per quattro anni l’obbligo di presentare annualmente questa relazione.» Il giudizio finale è tranchant: «Dopo quattro anni ci saremmo aspettati la relazione di una rivoluzione amministrativa, ma quella rivoluzione non c’è mai stata. Al contrario, gli indicatori sulla qualità della vita urbana raccontano una Sicilia che arretra e, sul fronte della sanità, gli unici dati che hanno segnato questi anni sono troppo spesso quelli delle inchieste giudiziarie. La Sicilia continua a perdere competitività, i giovani continuano a lasciare la propria terra perché non intravedono prospettive e il governo continua a raccontare una realtà che esiste soltanto nelle proprie relazioni. I siciliani, invece, giudicano ogni giorno sulla base della vita che vivono. Ed è proprio questa realtà, fatta di servizi che non funzionano, occasioni mancate e opportunità perdute, a rappresentare la più severa bocciatura dei quattro anni del non governo Schifani.»

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