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Augusta punta alla Net-Zero Acceleration Valley europea

Il ministro Urso si confronterà con Schifani sulla candidatura del polo industriale di Augusta, Priolo e Melilli alle Net-Zero Acceleration Valley europee.

DI REDAZIONE EDIC. · 7 AGOSTO 2026 · AGGIORNATO ALLE 07:34 · ⏱ 4 MINUTI DI LETTURA
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Giuseppe Castiglione

Net-Zero Valley Augusta: il ministro Urso apre al polo siracusano

La candidatura della Net-Zero Valley Augusta prende forma. L’area di Augusta, con il suo porto-hub nel Mediterraneo, le zone industriali di Priolo Gargallo e Melilli e le aree retroportuali, potrebbe entrare nel novero delle Net-Zero Acceleration Valley europee. Il dossier di candidatura è sul tavolo del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che nei prossimi giorni si confronterà con il governatore siciliano Renato Schifani e con la rappresentanza politica locale. Lo riferiscono fonti romane vicine al dossier.

La mossa è partita da Forza Italia. Il deputato Giuseppe Castiglione, insieme ad altri parlamentari del partito, ha presentato un’interrogazione parlamentare con cui ha proposto a Urso di candidare i poli industriali di Civitavecchia, Brindisi, Taranto e Augusta. Mercoledì scorso, rispondendo al question time, il ministro ha condiviso la proposta: aveva già approfondito il dossier per Brindisi e Taranto con il governatore pugliese Antonio Decaro durante il tavolo sulla vertenza ex Ilva, e confronti analoghi erano avvenuti con i governatori di Lazio e Piemonte. La Sicilia si è aggiunta per ultima, ma con argomenti precisi: Castiglione ha sottolineato davanti a Urso le potenzialità di Augusta non solo per il porto e per l’area di Punta Cugno, ma anche per il nascente polo dell’eolico offshore, per la produzione di idrogeno verde e per la cattura di CO2. In Aula il ministro non ha citato la Sicilia per rispetto istituzionale: vuole prima sentire la Regione.

Cosa sono le Net-Zero Acceleration Valley e perché l’Italia è in ritardo

Il regolamento europeo Net-Zero Industrial Act, in vigore dal 29 giugno 2024, permette agli Stati di individuare aree in cui concentrare, con procedure autorizzative semplificate, incentivi e servizi dedicati, la riconversione di impianti inquinanti verso tecnologie a emissioni zero. L’obiettivo è coprire almeno il 40% del fabbisogno europeo di queste tecnologie entro il 2030. Nelle Valley potranno insediarsi produzioni per solare e fotovoltaico, batterie, pompe di calore, cattura e stoccaggio della CO2. Un secondo strumento, l’Industrial Accelerator Act proposto dalla Commissione Ue a marzo e ancora in discussione, allarga il campo alle materie prime critiche, ai data center e alla cybersecurity.

C’è però un problema: quasi tutti i Paesi Ue hanno già presentato proposte di candidatura, mentre l’Italia non può ancora farlo perché il Punto nazionale di contatto non è stato costituito. Urso ha detto di stare sollecitando Bruxelles per accelerare i tempi e consentire all’Italia di entrare in partita molto prima del 2029.

Il progetto di filiera Augusta-Catania

L’iniziativa di Castiglione guarda al polo siracusano anche in funzione di un collegamento con i poli tecnologici e l’Università di Catania. Gli industriali hanno risposto positivamente. Diego Bivona, presidente di Confindustria Sicilia, ha commentato: «Condividiamo l’interesse per la specificità territoriale. Il polo industriale siracusano, già in parte dichiarato sito di interesse strategico nazionale, è oggi l’alveo naturale in cui sono previsti alcuni dei più importanti investimenti per la transizione energetica. Nel giro di pochi anni, questo polo sarà la sede della più imponente produzione di biocarburanti d’Europa. Il che rende naturale la candidatura del polo Siracusano e il collegamento con Catania.»

Sulla stessa linea Gianpaolo Miceli, segretario della Cna di Siracusa: «Il porto di Augusta è la chiave di volta della transizione industriale del Sud. L’interrogazione di Castiglione e la risposta di Urso confermano un principio: la Sicilia orientale possiede tutte le carte in regola per diventare uno dei poli strategici della nuova politica industriale Ue. Eppure resta ai margini dei tavoli decisionali. Non si chiede un investimento su un territorio da inventare: si rivendica di riconoscere formalmente una vocazione industriale che esiste già, consolidata da decenni di storia produttiva, e di metterla nelle condizioni di riconvertirsi verso l’idrogeno verde, l’economia circolare e le tecnologie net-zero. L’integrazione con Catania rende la candidatura Augusta-Catania un progetto di filiera completo: porto, industria pesante, energia e innovazione nello stesso bacino.»

Il Sud al centro della riconversione industriale

Nel question time di mercoledì Urso ha citato gli oltre 50 investimenti programmati su Brindisi, le attività di riconversione a Taranto e Civitavecchia, il rilancio della siderurgia a Taranto e la nascita di un polo automotive al Nord e uno al Sud. Ha precisato che le nuove Net-Zero Acceleration Valley saranno realizzate prioritariamente nel Mezzogiorno. La candidatura di Augusta si inserisce in questo quadro: un territorio con decenni di storia produttiva alle spalle e un porto già classificato hub strategico nel Mediterraneo, che punta a trasformare quella stessa vocazione industriale in leva per la transizione ecologica.

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