Ministero Mit: fondi per nodo Catania legati alla cantierabilità
Il sottosegretario Ferrante alla Camera: nessun disimpegno del governo, ma le risorse arriveranno solo quando le aree saranno disponibili e il progetto maturo.
Ferrante alla Camera: i fondi ci sono, ma non prima che i cantieri siano pronti
Il governo non ha abbandonato il nodo ferroviario di Catania. La copertura finanziaria, però, arriverà solo quando il progetto sarà concretamente cantierabile. Lo ha detto ieri, 15 luglio 2026, il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Tullio Ferrante, rispondendo a un’interrogazione del Partito Democratico nel question time della commissione Trasporti alla Camera.
La posizione è netta: assegnare subito l’intero fabbisogno finanziario, senza avere le aree libere e i tempi certi, significherebbe congelare soldi pubblici per un periodo indefinito. L’individuazione della copertura, ha spiegato Ferrante, «deve essere necessariamente coordinata con il progressivo conseguimento delle condizioni di effettiva cantierabilità dell’opera e, in particolare, con la definizione di un cronoprogramma attendibile per il completamento del nuovo deposito-officina e per la conseguente messa a disposizione delle aree».
Il nodo delle officine della Circumetnea
Il problema tecnico è preciso e noto da tempo. L’area interessata dal nuovo tracciato ferroviario, tra Piazza Europa, Catania Centrale e Catania Acquicella, ospita attualmente gli impianti della Ferrovia Circumetnea: deposito e officine per la manutenzione dei treni della metropolitana. Finché quelle strutture restano lì, non si può scavare.
Il trasferimento delle attività manutentive potrà avvenire solo dopo due condizioni: il completamento del prolungamento della metro verso Misterbianco e Paternò, e la realizzazione del nuovo deposito-officina che accoglierà l’intero parco rotabili. Solo a quel punto Rete Ferroviaria Italiana potrà avere le aree in consegna e partire con i lavori. «La piena operatività di questa struttura», ha detto Ferrante, «costituisce una condizione tecnica indispensabile per la liberazione e la consegna a Rete Ferroviaria Italiana delle aree necessarie alla realizzazione dell’intervento ferroviario».
Il cronoprogramma slitta oltre il 2026
Il piano originario prevedeva la disponibilità delle aree entro fine 2026. Non sarà così. Ferrante ha riconosciuto apertamente che i ritardi nei lavori propedeutici alla metropolitana rendono necessario rivedere le tempistiche. «Al riguardo, il cronoprogramma originariamente previsto contemplava la disponibilità delle aree entro la fine del 2026. Tuttavia, lo stato di avanzamento degli interventi propedeutici relativi alla Metropolitana di Catania rende necessario un aggiornamento delle relative tempistiche e una più puntuale definizione del percorso tecnico-amministrativo necessario al trasferimento delle attività attualmente presenti nell’area portuale».
Nessuna data nuova è stata fornita.
L’opera: 4,8 km in galleria e la nuova fermata Duomo-Porto
L’intervento sul nodo di Catania prevede l’interramento della stazione di Catania Centrale e la realizzazione di un nuovo tracciato ferroviario a doppio binario, per uno sviluppo complessivo di circa 4,8 chilometri, in gran parte in galleria. Il tracciato collegherà Piazza Europa, Catania Centrale e Catania Acquicella, con la nuova fermata Duomo-Porto. L’opera permetterà di superare l’attuale configurazione a binario singolo, aumentando la capacità della rete e la regolarità dei treni nell’area metropolitana.
Il Mit inquadra l’intervento nel più ampio programma di ammodernamento della direttrice Palermo-Catania-Messina, con ricadute attese anche sulla rigenerazione del fronte a mare della città.
«Nessun disimpegno», ma la partita resta aperta
Ferrante ha tenuto a sgomberare il campo da interpretazioni politiche. «Ciò non configura un disimpegno del Governo rispetto alla realizzazione dell’opera, né una riduzione della rilevanza strategica attribuita al Nodo ferroviario di Catania.» L’obiettivo dichiarato, ha aggiunto, è «assicurare una programmazione finanziaria coerente con l’effettiva maturità progettuale e realizzativa dell’intervento, secondo criteri di efficiente allocazione delle risorse pubbliche e di concreta capacità di spesa».
Il ministero, ha assicurato, seguirà il dossier promuovendo il coordinamento tra RFI, Ferrovia Circumetnea e le amministrazioni locali, con l’obiettivo di definire tempi certi per il trasferimento delle officine. Resta da vedere quando questo coordinamento produrrà un calendario effettivo.